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pubblicato il 11/set/2014 13:55

Turismo: da Forum Zagabria una strategia europea per coste e mari

(ASCA) - Zagabria, 11 set 2014 - Il turismo costiero e marittimo in Europa vale almeno 3,2 milioni di posti di lavoro diretti e genera 183 miliardi di pil, rappresentando piu' di un terzo dell'intera economia prodotta dal mare. Per questo c'e' bisogno di un quadro politico europeo piu' ambizioso, che veda coinvolta in primis la commissione e il parlamento Ue ma in egual maniera gli stati membri, le autorita' regionali e locali, l'industria del settore, in un percorso che gia' coinvolge le strategie macroregionali varate per il Baltico, l'Atlantico e lo Ionio-Adriatico.

Bisogna comunque fare di piu': e' stato questo il filo conduttore della seconda giornata di lavoro del forum interparlamentare europeo di Zagabria sul turismo sostenibile. A far da cornice alla discussione i contenuti della relazione presentata dalla delegazione della Commissione europea a Strasburgo e al consiglio volta a incentivare azioni per la crescita e l'occupazione proprio attraverso lo sviluppo del segmento turistico marittimo, nautica inclusa. Porti, ambiente, tutela dei territori, infrastrutture: un mix necessario al turismo che sulle coste europee ha bisogno di una rivisitazione urgente in termini di nuove tecnologie, sicurezza e maggiore liberta' di movimento dei lavoratori, superando concetti di stagionalita' ormai senza piu' senso. Discorso che per i parlamentari riuniti in Croazia provenienti da quasi tutti i paesi membri dell'Ue e dagli stati vicini supera naturalmente i confini dell'Unione per integrare risorse Ue e non a beneficio di tutti. Da qui la via indicata resta quella del perseguimento dei link con le politiche dei paesi confinanti, a cominciare dalla sinergia da ricercare sul mar nero e sulla regione del Danubio. Il denominatore comune, in ogni fase dei processi avviati e da avviare con urgenza e' la sostenibilita', attraverso la promozione dell'ecoturismo, di un'economia turistica marittima e costiera sempre piu' green, diversificata e che valorizzi realmente l'immenso patrimonio che l'Europa offre al turista. Anche al di sotto della superficie marina, come dimostrato dalla mappatura Unesco delle meraviglie archeologiche insediate nelle acque del Mediterraneo o del Mar Nero senza che si sia ancora pero' sviluppata una filiera industriale di settore specifica. Dal canto suo l'Ue, attraverso il programma pluriennale Horizon 2020, e in particolare il programma quadro COSME, ha identificato la crescita in blu, cioe' legata all'economia marina, come una delle aree principali di intervento. Gli ingredienti per non perdere altro tempo e puntare decisamente sul potenziale delle nostre coste ci sono tutti e passano attraverso l'educazione all'ambiente, la formazione e lo sviluppo di nuovi processi culturali. L'invito, Italia inclusa, e' a rendere efficiente e soprattutto effettivo l'uso dei fondi gia' disponibili, oltre a guardare con piu' intensita' alla cooperazione transfrontaliera con target precisi e coerenti rispetto alle politiche comunitarie.

gbt/alf

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