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pubblicato il 22/lug/2014 17:06

Turismo, che estate fa negli alberghi italiani

Per Bernabò Bocca (Federalberghi) resta il problema redditività

Turismo, che estate fa negli alberghi italiani

Roma (askanews) - La crisi continua a mordere mentre la stagione turistica è al primo giro di boa. Gli ultimi dati danno in crescita l'indice di fiducia delle aziende del settore, l'Italia torna protagonista anche sui mercati internazionali soprattutto d'oltreoceano eppure le strutture che chiudono sono ancora tante. Tempo di bilanci di mezza estate per il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca."Abbiamo un 2014 fotocopia del 2013 con un mercato interno che fatica a causa della crisi economica e un mercato estero, extraeuropeo, che sta tornando, scegliendo l'Italia come meta per le vacanze. Ne beneficiano le destinazioni più internazionali, le città d'arte, Capri, Taormina o la Costa Smeralda. Ma l'80 per cento del territorio sta facendo fatica". E' quindi un'estate dai segnali contrastanti. "Il tema non è l'appeal che resta forte, ci sono anche grossi investitori stranieri che vogliono entrare nel nostro mercato. Il tema è la redditività delle imprese alberghiere che scontano un livello di tassazione insostenibile e non proporzionale o non collegato al reddito d'impresa".Ci sono anche altre cause per questa mancata redditività."C'è il fenomeno delle strutture alberghiere che non pagano tasse, durante la Canonizzazione dei due Pap a Roma non c'era un albergo con il tutto esaurito, molti andavano in case d'affitto presenti su internet che non pagano tasse. Una situazione non tollerabile, senza controllo. Sbagliato anche il dato di Coldiretti che parla di 3 milioni e mezzo di italiani in vacanza negli agriturismi. L'Istat dice queste strutture in Italia sono un milione e mezzo, dunque due milioni e mezzo sono irregolari. Poi ci sono le seconde case. Non e' giusto che solo gli alberghi siano vessati dalla tassazione subendo la concorrenza sleale".Il governo prova a fare la sua parte, con il decreto turismo ormai all'ultimo vaglio del Parlamento."Finalmente un decreto legge che ha la parola turismo in titolo e contenuti. Ci abbiamo lavorato, per migliorarlo, non è la perfezione ma un segnale importante. Così come importante è il tema della digitalizzazione: internet, wi fi e tecnologia sono determinanti, il credito d'imposta per le aziende che investiranno in questo è ottimo segnale. Ma siamo ancora in ritardo".

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