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pubblicato il 12/giu/2014 11:47

Turismo: ''consiglio'' degli operatori, tornare in Egitto serve a tutti

Turismo: ''consiglio'' degli operatori, tornare in Egitto serve a tutti

(ASCA) - Roma, 12 giu 2014 - Poche volte prima si erano visti cosi' uniti: gli operatori turistici italiani, chiamati a raccolta a Marsa Alam da Astoi-Confindustria viaggi e da Ainet, l'associazione dei network delle agenzie di viaggio, fanno per una volta sistema per il rilancio di una destinazione, l'Egitto, che nell'instabilita' generale della regione ha visto l'Italia perdere la leadership di primo paese visitatore per flussi, passando dall'oltre un milione di arrivi nel 2010 ai 500.000 del 2013. C'e' uno ''sconsiglio'' emesso dalla Farnesina dopo l'ultimo attentato di Taba nel sud del Sinai a pesare come un macigno, un elemento da rimuovere per tutti i presenti a Marsa Alam, dal ministro egiziano del turismo Zaazou fino all'ultimo degli 800 agenti di viaggio accorsi per discutere di numeri, strategie e azioni da mettere in campo. Tedeschi, inglesi e russi, sconsiglio o non sconsiglio, non se ne sono invece mai andati e la fanno da padroni oggi laddove tutto parla invece di un'italianita' di expertise e di prodotto, specialmente sul Mar Rosso, che rischia di andare in frantumi. Rischiano investimenti di anni, come in questa tre giorni ''United for Egypt'' ha sottolineato Carlo Pompili, presidente di Veratour. I numeri confermano quanto gli italiani amino queste mete egiziane. Si arriva a un tasso di ''repeaters'' fino al 38-40% e in questa fidelizzazione, un ruolo notevole lo gioca proprio il Made in Italy nei servizi erogati. Vale lo stesso discorso per le mete egiziane di nuova generazione per il turismo italiano, come appunto quelle della costa mediterranea a cominciare da Marsa Matrouh (mare caraibico, spiagge bianche, poco piu' di un'ora di aereo). Principale artefice di questo sviluppo e' certamente Georges Adly Zaki, presidente di Swan Tour ed egiziano di nascita. Il suo, agli agenti e soprattutto ai media, e' un appello che e' arrivato principalmente dal cuore: ''L'Egitto non e' solo il paese dove sono nato - ha detto intervenendo alla convention -, il paese dove sono cresciuto, ma e' il Paese a cui ho dedicato tutte le mie energie professionali perche' continuo a credere che sia unico per le proprie caratteristiche.

Marsa Matrouh e' luogo dove io personalmente ho trascorso le mie vacanze da bambino e da ragazzo, e che sapevo essere un'enorme potenzialita' per il nostro settore''. Per Pier Ezhaya, direttore generale di Franco Rosso, ''l'Egitto serve a tutti, serve al paese innanzitutto, serve ai Tour Operator che investono, serve alle compagnie aeree charter, serve alle agenzie che hanno un prodotto insostituibile e serve anche ai clienti che non si devono dissanguare finanziariamente per una vacanza''. ''Con lo sconsiglio - ha invece detto Nardo Filippetti, presidente di Eden Viaggi - l'Egitto e' crollato rispetto all'anno scorso ed anche abbassando il prezzo non si e' riusciti a recuperare e a farla ripartire. Per tornare a mettere un po' di luce in fondo al tunnel abbiamo assoluto bisogno che il consumatore impari pero' che l'Egitto non e' solo Sharm El Sheikh''. Anche da qui la scelta di Astoi, Ainet e dei principali tour operator italiani di svolgere l'evento per il rilancio, insieme a ministero egiziano ed ente del turismo, proprio a Marsa Alam, ''una meta diversa da tutte le altre - ha sottolineato il presidente di Settemari, Mario Roci - da sempre considerata sicura e che attualmente vede dall'Italia circa 4.000 arrivi a settimana, un numero importante''. La conclusione e' affidata al ceo di Turisanda, nonche' neopresidente dell'Astoi, capace alla sua prima uscita in questa veste di far trovare al settore quell'unita' di intenti, ma soprattutto di modus operandi, finora assente.

Per Luca Battifora invece di sconsigliare sarebbe opportuno consigliare ''l'Egitto, che puo' risultare determinante negli 'economics' di molte primarie aziende italiane della filiera turistica''. Da qui che, se il turismo non riparte ''l'instabilita' nei conti delle singole imprese si traduce in fragilita' che puo' ricadere a valle su altre imprese e sull'intero comparto''.

gbt

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