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pubblicato il 20/ago/2013 13:43

Trasporti:nascita P3 cambia termini scambio globale.Gioia Tauro in gioco

Trasporti:nascita P3 cambia termini scambio globale.Gioia Tauro in gioco

(ASCA) - Roma, 20 ago - Mentre il trasporto marittimo mondiale si va concentrando nelle mani di pochi operatori di livello globale, la nuova sfida per il controllo delle rotte di interscambio del commercio mondiale si sposta ora sulla capacita' dei porti di polarizzare e attrarre sviluppo.

Quello di Gioia Tauro ha un grosso vantaggio potenziale: quello della posizione. Il porto si trova infatti sulla principale rotta seguita dalle navi porta container che collegano il Nord Europa con l'Asia, attraverso l'Oceano indiano e il Golfo Persico, per poi entrare nel Mar Mediterraneo dal Canale di Suez e proseguire verso destinazione finale attraverso lo Stretto di Gibilterra e la Manica. Anche su ferro, poi, Gioia Tauro potrebbe beneficiare della realizzazione della rete transeuropea (TEN T) destinata a congiungere Berlino e Palermo.

Intanto il trasporto marittimo si sta attrezzando. E' di poche settimane fa la realizzazione di un'intesa tra tre delle maggiori compagnie di trasporto container al mondo: la MSC, la Maersk e la CMA CGM. L'alleanza e' stata denominata 'P3', con lo scopo dichiarato di migliorare e ottimizzare i servizi offerti. Il nuovo conglomerato ha una capacita' operativa potenziale di movimentazione di 2,6 milioni di container, attraverso 255 navi su 29 rotte che collegano Asia, Europa, Pacifico e Atlantico, ovvero il mondo intero.

L'alleanza dovrebbe essere operativa nel 2014.

MSC, fondata nel 1970, ha la sede in Svizzera, anche se il proprietario e' l'armatore sorrentino, Gian Luigi Aponte. A fine giugno scorso, operava con 450 navi per una capacita' di 2,29 milioni di container. Maersk Line e' una divisione del gruppo AP Moller-Maersk Group, controllata al 41% circa dal gruppo danese Moller.

Vanta una flotta di 600 navi, con una capacita' di 4,1 milioni di container e opera in 125 paesi.

Infine, CNA CGM e' stata fondata bel 1978 ed e' il terzo gruppo di trasporto container al mondo e primo in Francia.

Possiede una flotta di 414 navi da trasporto, con 10,6 milioni di container trasportati nello scorso anno. Opera in 150 paesi su 170 rotte.

Il nuovo gigante del trasporto marittimo parla quindi esclusivamente europeo. A fronte di cio', il mercato asiatico e in particolare la Cina risponde con lo sviluppo di una politica di sviluppo degli scali portuali. E' del luglio scorso infatti la notizia che le autorita' cinesi hanno dato il via libera alla creazione della prima zona di libero commercio nel porto di Shangai dove sara' possibile operare al di fuori delle regole doganali. L'altra mossa ben piu' strategica e' invece quella di un accordo per l'affitto di una parte del porto greco del Pireo, porta di ingresso per il Mediterraneo e il mercato del Nord Europa. Nel 2010 infatti, la Cosco, societa' controllata dal governo di Pechino, ha investito 3,3 miliardi di euro per acquisire il controllo del molo 2 del porto commerciale, con una concessione della durata di 35 anni. Il porto del Pireo, con un traffico di 1,4 milioni di container e' uno dei maggiori in Europa e si trova in una posizione ottimale anche per la possibilita' di collegamenti intermodali con il centro Europa e la sua vicinanza al Canale di Suez e quindi alle rotte asiatiche. Il maggior porto commerciale in Europa e' quello di Rotterdam, con circa 11 milioni di container trasportati al mondo.

In questo scenario si innesca la proposta del Consiglio regionale della Calabria al Governo nazionale di creare nel porto di Gioia Tauro di una Zona economica speciale (Zes), ovvero di una zona con una legislazione economica differente da quella in vigore nel paese, piu' conveniente per gli investimenti stranieri. Zone economiche speciali sono state realizzate in diversi paesi tra i quali Cina, India, Giordania, Polonia, Kazakistan, Filippine, Corea del Nord e Russia. La Regione Calabria punta in particolare a realizzare una zona di sviluppo nell'area del porto grazie ad agevolazioni fiscali per chi vorra' investire nella Zes che dovrebbe svilupparsi in un'area di circa 740 ettari. Nello specifico si pensa un'esenzione delle imposte dirette sui redditi per un primo periodo, oltre all'esenzione dall'Irap e dall'Imu. Particolarmente attrattiva potrebbe essere poi la parte che riguarderebbe l'esenzione dall'imposta dell'Iva. In cambio, si chiederebbe alle aziende che dovessero investire nell'area un impegno per almeno cinque anni e il 90% delle assunzioni direttamente in Calabria.

Come numeri attuali, il porto di Gioia Tauro, nato nella prima meta' degli anni '70 in parallelo con il progetto, poi sfumato, della Cassa del Mezzogiorno di realizzare il quinto centro siderurgico italiano, ha fatto registrare nel 2012 un volume di container movimentati pari a 2.721.104 con un incremento rispetto all'anno precedente di 396.122 container.

Risulta essere il primo scalo italiano per movimentazione distaccando nettamente i principali porti italiani: da Taranto a Cagliari, da La Spezia a Genova.

sen/sat/

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