venerdì 24 febbraio | 14:39
pubblicato il 02/gen/2013 12:22

Tlc: Ibarra lancia allarme, senza azione Authority Infostrada a rischio

(ASCA) - Roma, 2 gen - ''Senza un intervento deciso delle Authorities potremmo essere costretti a valutare la chiusura di Infostrada, il piu' importante operatore alternativo a Telecom Italia sulla rete fissa con 2,5 milioni di clienti diretti''. Questo l'allarme lanciato nei giorni scorsi da Maximo Ibarra, a.d. di Wind, che precisa tuttavia che non si tratta di un ultimatum: ''non mi piace questa parola'', ma sottolinea che ''per quanto riguarda la rete fissa, e' sbagliato dire che c'e' poca concorrenza, in quanto non c'e' concorrenza affatto''. Secondo l'a.d., ''la cosa piu' impressionante e' che nel mondo della rete Adsl se andiamo a guardare la generazione di cassa da sempre, incluso il 2012, quasi il 100% del cash flow prodotto ogni anno e' di Telecom Italia. Il margine Ebitda di Telecom e' il 44% e quello degli operatori alternativi e' al 15%''.

Ibarra spiega che guardando il costo, ''quello netto che noi paghiamo al concorrente Telecom ogni anno e' 500 milioni di euro, e piu' di 300 milioni sono sull'unbundling cioe' sull'affitto di quello che chiamiamo ultimo miglio. Abbiamo una tale pressione sul conto economico -prosegue l'a.d. - che non riusciamo a generare cassa. Sappiamo che c'e' una sola rete in rame e siamo disposti a pagare un prezzo congruo ma dobbiamo guadagnarci perche' nella nostra ragione sociale non c'e' l'obiettivo di fare l'incumbent''.

Il top manager aggiunge poi che ''ci sono alcune leve su cui mi devono dare un aiuto le istituzioni'', in particolare sul costo di affitto della rete in rame, dato che ''su questo fronte paghiamo 9,26 euro per linea al mese. Ora si vuole tenere alto questo affitto affinche' gli incumbent possano fare investimenti sulle reti di nuova generazione''. Ebbene, dice Ibarra, ''in Italia ci sono 6 milioni di linee unbundling. Moltiplicando per 12 mesi e immaginando che si voglia far salire di un euro quel costo, in tutto farebbe 70 milioni di euro. Una somma modesta che servirebbe a realizzare la copertura in fibra di un solo quartiere di una grande citta' come Roma o Milano. Mentre, al contrario, una decisione del genere finirebbe solo per decretare il de profundis alla competizione, poiche' per noi operatori alternativi rappresentano la possibilita' o meno di rimanere sulla rete fissa''.

red-fch/sam/rob

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