venerdì 09 dicembre | 16:43
pubblicato il 21/mar/2014 14:14

Tir: sindacati, Governo intervenga contro concorrenza sleale Europa Est

(ASCA) - Roma 21 mar 2014 - ''Serve un deciso intervento del Governo e di tutte le associazioni di rappresentanza del settore, nessuna esclusa, per contrastare la concorrenza selvaggia degli autotrasportatori dell'Est Europa e di quelli italiani delocalizzati cosi' da salvaguardare i nostri lavoratori e mantenere le imprese nel nostro paese''. Lo chiedono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per il settore del trasporto merci su strada, con particolare riferimento al cabotaggio ed al distacco transnazionale, spiegando che ''la situazione difficile che vive l'Italia rischia di determinare ulteriori danni, gravi e irreparabili, sotto il profilo sociale''.

''L'apertura alla concorrenza europea - scrivono le tre organizzazioni sindacali - attraverso direttive alquanto discutibili, la libera circolazione e le regole che sovraintendono il mercato del lavoro, in modo particolare la direttiva europea 96/71/CE in materia di 'distacco transnazionale dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi' e recepita in Italia con Decreto Legislativo n.

72. del 2000 e quelle riferite al regolamento CE 1072/2009 sulle 'licenze comunitarie per il trasporto internazionale di merci su strada' ed il regolamento CEE n. 3118/93 che fissa 'le condizioni per l'ammissione di vettori non residenti ai trasporti nazionali di merci su strada in uno Stato membro', hanno determinato di fatto un dumping sociale particolarmente vessatorio per i lavoratori italiani con qualifica di autista di automezzi di trasporto merce coi i nostri lavoratori che rischiano ormai di non poter piu' lavorare, e non solo''.

Secondo Filt, Fit e Uilt ''le conseguenze sono pesanti per il sistema Paese, le stesse imprese usano impropriamente il distacco e pur di sopravvivere si rivolgono a societa' di intermediazione di manodopera dei paesi dell'est Europa oppure a trasferire l'Azienda su quei territori. Tale situazione e' oltremodo negativa - denunciano infine le tre sigle sindacali di categoria - perche', come ovvio, indebolisce il nostro sistema di servizi, si perdono entrate fiscali e contributive, oltre a spingere le imprese ad alimentare il lavoro grigio e nero per abbassare sempre piu' le tariffe per reggere il mercato''.

com-sen/

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