lunedì 16 gennaio | 14:25
pubblicato il 04/lug/2014 13:03

Thales Alenia Space: ultimi test a Torino per satellite BepiColombo

(ASCA) - Torino, 4 lug 2014 - Il satellite europeo per l'esplorazione di Mercurio, BepiColombo, costruito da Airbus Defence and Space in qualita' di prime contractor, sta terminando i test funzionali nelle camere pulite di Thales Alenia Space a Torino, prima di essere spedito a Noordwijk all'Estec, dove avra' inizio la campagna di test ambientali di preparazione al lancio previsto nel 2016. BepiColombo e' un progetto frutto di una collaborazione tra Europa (Agenzia Spaziale Europea ESA) e Giappone (Agenzia Spaziale Giapponese JAXA). La missione si pone come obiettivo lo studio dettagliato del pianeta Mercurio e dell'ambiente che lo circonda, ed e' una delle missioni piu' ambiziose tra quelle programmate dall'ESA.

Il lancio e' attualmente previsto a meta' del 2016 da Kourou, in Guyana francese, con un razzo Ariane 5.

Thales Alenia Space Italia e' parte del Core Team e coordina un gruppo di oltre 35 aziende europee, nell'ambito del work package sotto la propria responsabilita'. In particolare e' responsabile del progetto e della realizzazione dei sistemi di telecomunicazione, controllo termico, distribuzione potenza elettrica, integrazione e prove del satellite completo, nonche' della esecuzione della campagna di lancio.

L'azienda, inoltre, sviluppa direttamente il trasponditore in banda X e Ka, il computer di bordo, la memoria di massa e l'antenna ad alto guadagno, una parabola di 1,1 m di diametro che servira' per comunicare con la Terra ed eseguire l'esperimento di Radio Scienza durante la missione. Si tratta di una evoluzione dell'antenna realizzata per la nota missione Cassini-Huygens per lo studio di Saturno. Anche l'Agenzia Spaziale Italiana, insieme alla comunita' scientifica, contribuisce in maniera rilevante alla missione con la realizzazione di ben 4 esperimenti su 11. Si tratta di Simbiosys, un sistema integrato di osservazione e caratterizzazione della superficie del pianeta, dell'accelerometro ad alta sensibilita' ISA e dell'esperimento di radioscienza More, basato sul trasponditore di bordo in banda Ka (KaT), e dell'esperimento Serena, per lo studio dell'ambiente particellare mediante due analizzatori di particelle neutre e due spettrometri di ioni.

''BepiColombo e' una delle piu' ambiziose missioni programmate dall'ESA e ha richiesto lo sviluppo di particolari tecnologie, indispensabili per affrontare le severe condizioni ambientali di Mercurio - ha commentato Elisio Prette, Presidente e Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia - Siamo dunque orgogliosi di aver raggiunto questa importante Milestone di Programma, segno evidente della capacita' della nostra azienda di raccogliere sfide ad altissimo livello tecnologico anche nel campo dell'esplorazione''. La peculiarita' di BepiColombo e' la necessita di operare a temperatura eccezionalmente alta per una sonda spaziale: infatti la distanza Mercurio-Sole e' poco meno di 1/3 della distanza Terra-Sole e si stima che la radiazione solare in orbita intorno a Mercurio sia 10 volte piu' intensa che per un satellite geostazionario . Per arrivare in orbita intorno a Mercurio, la sonda - nella parte esposta al Sole - sopportera' temperature superiori a 300*, con escursioni locali( limitate nello spazio e nel tempo) sul riflettore dell'antenna fino a 400 gradi ed oltre, mentre all'interno, grazie a innovativi sistemi di schermatura termica, gli strumenti installati all'interno del satellite potranno operare in un intervallo di temperatura molto piu' favorevole, da 0* a 40*. E' stato invece necessario sviluppare materiali e dispositivi ad hoc per tutti gli elementi esposti direttamente al sole, quali le coperte termiche, le antenne, le celle solari e i relativi meccanismi di puntamento. BepiColombo e' composto da tre moduli interconnessi tra loro per il lancio e la fase di avvicinamento al pianeta Mercurio: il modulo di trasferimento (MTM) che fornisce la necessaria spinta, il modulo che orbitera' intorno a Mercurio (MPO, Mercury Planetary Orbiter) con a bordo gli strumenti di osservazione Europei ed infine il modulo di osservazione della magnetosfera di Mercurio (MMO, Mercury Magnetospheric Orbiter) sviluppato dalla agenzia spaziale Giapponese Jaxa.

com/eg

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