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pubblicato il 28/ago/2016 10:05

Terremoto, De Vincenti: Fuori da patto Ue anche fondi prevenzione

Sottoseg. pres. Consiglio a Messaggero: Prevenzione fondamentale

Terremoto, De Vincenti: Fuori da patto Ue anche fondi prevenzione

Roma, 28 ago. (askanews) - "Riteniamo che l'Ue debba ritrovare la strada maestra indicata dai padri fondatori: rispondere ai bisogni dei suoi cittadini. Dunque la ricostruzione e la prevenzione vanno inquadrate nel nuovo spirito europeo. Questo è il passaggio politico e di politica economica che l'Europa è chiamata a compiere". Lo ha detto in un'intervista al Messaggero, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti rispondendo alla domanda se anche i fondi della prevenzione dovrebbero essere esclusi dal patto di stabilità europeo come quelli per la ricostruzione.

«Oggi - ha detto De Vincenti - abbiamo toccato con mano il dolore dei familiari delle vittime e di tutte le persone colpite dal terremoto. Ora dobbiamo fare in modo che questo dolore possa accompagnarsi alla fiducia che nessuno verrà abbandonato. Come governo sentiamo molto forte la responsabilità di stringere questo un patto. Ripeto: dopo la straordinaria e bellissima prova della fase dei primi soccorsi, nessuno sarà abbandonato».

Alcune delle 35 vittime di cui si sono celebrati i funerali potevano essere salvate con il rispetto delle regole anti-sismiche. Non è così?

«Il tema della prevenzione - risponde il sottosegretario - è una questione fondamentale per un Paese come il nostro, caratterizzato da molte aree ad elevato rischio sismico e da un patrimonio il più vasto del mondo di edifici antichi, di centri storici. Per le nuove costruzioni o per la ristrutturazioni, le norme anti-sismiche ci sono: possiamo vedere se vanno ulteriormente rafforzate e migliorate, ma direi che la prima cosa da fare è di applicarle. Più difficile, e dobbiamo esserne consapevoli, è fare prevenzione anti-sismica per i tantissimi edifici antichi e per i centri storici sparsi nel nostro Paese. Qui abbiamo bisogno di tutte le competenze scientifiche e tecnologiche. Anche per questo il premier Renzi ha lanciato il progetto "Casa Italia"».

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