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pubblicato il 29/lug/2012 05:10

Terremoti/ Cna:39% aziende colpite non ha ancora ripreso attività

41% ritiene non la riprenderà prima dei 6 mesi, punte di 2 anni

Terremoti/ Cna:39% aziende colpite non ha ancora ripreso attività

Roma, 29 lug. (askanews) - Le aziende danneggiate dal terremoto che ha colpito l'Emilia sono state tante (il 55%). Il 13% ha riportato danni gravi, in prevalenza strutturali, ai capannoni e ai locali. Il 39% delle aziende colpite ancora non ha ripreso l'attività e di queste il 41% ritiene che non la riprenderà prima dei sei mesi, con punte di due anni e oltre. Questo il risultato di un'indagine Ipsos Public Affairs per conto della Cna, la Confederazione nazionale dell'artigianato, su un campione significativo di artigiani e piccole e medie imprese nelle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo. "In questo momento - secondo quanto emerge nel sondaggio - il problema più urgente da risolvere è la certificazione della agibilità dei locali per poter riprendere a lavorare". La sola area prossima all'epicentro genera il 10% del prodotto interno lordo dell'Emilia Romagna e circa il 30% delle sue esportazioni, con un impatto sul Pil italiano superiore all'1,5%. Complessivamente, per le imprese interpellate da Ipsos, l'Italia appare un paese incapace di fare prevenzione, che brilla nell'emergenza e quindi nelle attività di soccorso ma poi comincia a perdersi già nella prima fase post-emergenza. Nei comuni colpiti il 59% del campione ritiene l'Italia incapace di prevenire i disastri con una punta del 60% nelle provincie di Mantova e Rovigo. Negativa è invece la valutazione della fase post-emergenza, a cominciare dalla ricostruzione, su cui pesano i timori di lungaggini burocratiche, corruzione e speculazione, mentre le aziende direttamente colpite dal sisma pongono sul banco degli accusati gli enti locali e l'industria manifatturiera anche la scarsità di fondi. Nonostante le evidenti difficoltà, il 59% delle aziende nei comuni colpiti direttamente dal terremoto e il 73% delle aziende danneggiate pensano positivo e ritengono che la ricostruzione potrebbe risultare addirittura una opportunità. Tanto che, nell'arco di cinque anni, perfino il 55% delle imprese danneggiate è convinta che l'economia del territorio tornerà a essere forte come prima del sisma o addirittura più forte (quasi un quarto del totale).

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