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pubblicato il 27/giu/2011 16:14

Telecom/ Telefonino si evolve: sostituirà tessere e carte credito

L'ad Patuano: Nel 2014 il 10% utenti con tecnologia Nfc

Telecom/ Telefonino si evolve: sostituirà tessere e carte credito

Roma, 27 giu. (askanews) - Pagare al supermercato, acquistare e convalidare il biglietto della metropolitana, entrare in palestra o prenotare un albergo: per semplificare la vita e dire 'addio' a carte di credito, fidelity card e a tutte le tessere che appesantiscono il portafoglio basta un telefono cellulare dotato di tecnologia Nfc (Near Field Communication). La rivoluzione è in arrivo: "nel 2014 si stima che il 10% degli utenti di telefonia mobile faranno massiccio uso dell'Nfc". E Telecom Italia, dopo aver sperimentato il sistema sui mezzi pubblici milanesi in accordo con l'Atm, è pronta ad affrontare la sfida. Ad annunciarlo è l'amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano, in occasione del convegno 'Open the door to new services: Nfc' spiegando che "l'obiettivo, ora, è mettere tutti insieme gli attori che devono fare decollare" il progetto. L'unico ostacolo, infatti, "è se ciascuno sviluppa un sistema diverso. Il pos o il lettore badge deve essere lo stesso per Tim o Vodafone perchè se lo facciamo in modo standard ha un costo minore e vale per tutti". Tramite una connessione senza fili e a corto raggio, la tecnologia Nfc, integrata all'interno del telefonino, consente la fruizione di una moltitudine di servizi con un semplice interscambio di dati tra dispositivi elettronici entro una distanza di pochi centimetri (4cm circa). Tutte le 'informazioni' vengono conservate all'interno della carta Sim e il servizio potrà funzionare anche se il cellulare è spento. "Dalla campagna di Natale - ha sottolineato Patuano - lanceremo questa tecnologia" e "Samsung, dal 2012, produrrà tutti telefonini dotati di questo sistema". Da parte dei costruttori "c'è un grande entusiasmo" e la volontà di offrire l'Nfc anche sui telefonini della fascia bassa di prezzo, ma, secondo l'a.d. di Telecom "ora occorre che le aziende si facciano venire in mente idee su come utilizzarlo e le software house aiutino a costruire i programmi perchè noi mettiamo le piattaforme a disposizione ma non siamo costruttori di software".

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