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pubblicato il 06/feb/2014 18:50

Telecom: cda punta su Minucci, presidente di garanzia per 3 mesi

Telecom: cda punta su Minucci, presidente di garanzia per 3 mesi

(ASCA) - Milano, 6 gen 2014 - Franco Minucci sale alla presidenza di Telecom Italia. Il consiglio di amministrazione ha deciso di affidare al manager di Reggio Calabria l'incarico di rappresentare il gruppo di Tlc. La nomina era nell'aria ma e' stata confermata dallo stesso Minucci in un'intervista rilasciata a Firstonline. ''E' solo la naturale prosecuzione del lavoro che stavo gia' facendo come vicario dopo le dimissioni di Franco Bernabe''', spiega nel colloquio con Franco Locatelli, precisando di aver accettato l'incarico ''per amore della societa' in un momento cosi' complicato''.

Puntare su di lui e' stata una scelta in un certo senso fisiologica per il gruppo di Tlc, alle prese con la fase transizione dovuta al passaggio del pacchetto di controllo della compagnia da Telco agli spagnoli di Telefonica. ''Saro' un presidente di garanzia di tutti gli azionisti'', assicura.

Calabrese, classe 1946, dopo la laurea in giurisprudenza arriva in Generali dove scala tutte le gerarchie manageriali fino a diventare, nel 1995, vicedirettore generale. Nel 1980 viene scelto per rappresentare il Leone di Trieste all'interno di Ania, incarico che ricopre ininterrottamente fino al 1991. E nel 1997, anno della privatizzazione di Telecom voluta dall'allora premier Romano Prodi, Minucci entra a far parte del consiglio di amministrazione della compagnia telefonica e ci rimane ininterrottamente fino ad aggi. Non a caso, e' su di lui che scomettono Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, Sintonia e Telefonica quando nel 2007 lo nominano alla presidenza di Telco, la holding creata ad hoc da una cordata italo-spagnola per rilevare la partecipazione di Olimpia in Pirelli e conquistare cosi' il controllo di Telecom Italia. Nel 2011 diventa vicepresidente di Telecom in quota Telco. Minucci restera' alla presidenza di Telecom solo per 3 mesi, precisamente fino all'assemblea che a meta' aprile vedra' i soci del gruppo riunirsi per rinnovare il cda.

''Dopo l'assemblea e' del tutto improbabile che resti io perche', insieme alla snellimento del cda, c'e' la necessita' di dare piu' spazio a personalita' indipendenti che non siano espressione dei grandi soci'', mette in chiaro il manager sempre nell'intervista pubblicata da Firstonline. Anche' perche', precisa, ''la presidenza dell'Ania e' e resta il mio principale incarico, almeno fino alla fine del 2014 quando scadra' il mio mandato triennale''. fcz/rf/gbt

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