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pubblicato il 30/lug/2014 15:40

Tecnis: lettera aperta a Renzi, societa' a rischio per malaburocrazia

(ASCA) - Roma, 30 lug 2014 - E' a rischio la vita della societa' siciliana Tecnis. Gli azionisti dell'azienda, Concetto Bosco Mimmo Costanzo, hanno scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio, ai ministri interessati e al prefetto di Catania. ''Siamo costretti, nostro malgrado, a scrivere questa breve nota per richiamare la vostra attenzione su un'incresciosa vicenda che sta avendo ripercussioni pesantissime sulla vita di Tecnis, un'azienda virtuosa nata in una in una terra difficile come quella siciliana, con 1500 dipendenti, tra dirigenti, impiegati e operai, che portano avanti ogni giorno un progetto imprenditoriale fatto di qualita', trasparenza e rispetto della legalita'''. ''La Tecnis, che sta attualmente costruendo la darsena commerciale del Porto di Catania, e' oggi messa a dura prova da gravi comportamenti omissivi da parte dei vertici dell'Autorita' Portuale catanese che stanno mettendo in forse gli impegni contrattuali assunti due anni fa, procurandoci ad oggi un 'buco' di circa 27 milioni di euro. Trattandosi di un'opera strategica per lo sviluppo della citta', nonostante da mesi perdurino queste condizioni, noi non abbiamo mai fermato i lavori e per tale ragione chiediamo un atteggiamento altrettanto responsabile anche da parte delle istituzioni''. I due azionisti Tecnis sottolineano che ''siamo di fronte all'ennesimo caso di ''malaburocrazia'', una malattia grave che rischia di affossare la competitivita' del nostro Paese.

E' un cancro che rischia di uccidere, giorno dopo giorno, anche le nostre imprese migliori, alla pari di altri gravi reati. Far morire un'azienda ''per crediti'' e' semplicemente da paese incivile''.

Quindi l'appello ad intervenire presso le istituzioni e gli uffici competenti, fino ad oggi totalmente sordi ai nostri appelli, perche' si possa in tempi rapidissimi trovare una soluzione. ''Senza la quale - non suoni come indebita pressione - la vita della nostra azienda sarebbe messa a repentaglio e, con essa, il futuro delle centinaia di famiglie coinvolte, oltre che un patrimonio di eccellenze che compensano una realta' di per se' tristemente povera''.

red/did/

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