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pubblicato il 06/mag/2014 12:00

Tassi Btp 10 anni sotto 3%, mai così bassi e in arrivo altri cali

Cazzulani(Unicredit): rotto supporto che spaventa chi è 'corto'

Tassi Btp 10 anni sotto 3%, mai così bassi e in arrivo altri cali

Roma, 6 mag. (askanews) - I rendimenti lordi dei titoli di Stato italiani a 10 anni di scadenza sono calati sotto la soglia psicologica del 3 per cento per la prima volta in assoluto. E la "rottura di questo supporto", come si dice in gergo tecnico, potrebbe innescare ulteriori acquisti sui titoli italiani e cali dei tassi. Perché tutti i fondi di investimento che invece puntavano "al ribasso" sull'Italia - quindi su indebolimenti delle quotazioni dei bond e speculari aumenti dei rendimenti - si trovano ora spiazzati e potrebbero decidere di chiudere rapidamente queste scommesse in perdita. Lo spiega a TMNews Luca Cazzulani, economista della divisione reddito Fisso di UniCredit Research. Sui Btp, come su titoli simili, i tassi retributivi sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo: se quest'ultimo sale a seguito di acquisti i rendimenti ne risultano diminuiti, e viceversa. Il superamento della soglia tecnica di oggi non appare legato ad eventi particolari, ma riflette "un trend di discesa in atto molto legato a flussi globali degli investimenti". Come gli spostamenti di capitali da paesi emergenti verso economie avanzate, come quelle dell'area euro, dovuti alle prospettive di "tapering", la manovra della Federal Reserve di progressiva rimozione degli stimoli monetari all'economia Usa. "Tra l'altro - nota Cazzulani - sul fronte Bce le aspettative su interventi a maggio sono molto basse e anche sui mesi successivi il quadro non è molto chiaro. Nelle notizie sui fondamentali di mercato non c'è tantissimo". Infine "il 3 per cento rappresenta un livello molto particolare, perché come soglia tecnica è piuttosto visibile e considerata un punto oltre il quale che è 'corto' (ossia che ha un investimento che punta su ribassi di un determinato titolo-ndr) deciderà di coprire" ovvero di chiudere quella posizione di investimento. "Quindi con la rottura di questo livello è possibile vedere una accelerazione" sugli acquisti di titoli Italiani e ulteriori cali sui rendimenti. Intanto la flessione odierna, in una seduta poco mossa per i titoli tedeschi ha favorito ulteriori riduzioni del differenziale dei tassi Italia-Germania. Il famigerato "spread" è così sceso a 153 punti base. In pratica i titoli italiani devono offrite 1,53 punti percentuali in più di rendimento rispetto ai tedeschi per trovare acquirenti sul mercato. I valori attuali rappresentano una frazione di quelli toccati nel 2011, quando in piena crisi dei debiti pubblici nell'area euro lo spread Italia-Germania arrivò a toccare 575 punti base.

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