martedì 21 febbraio | 06:52
pubblicato il 26/feb/2016 17:40

Symbola, le certificazioni ambientali premiano le aziende

Realacci: "Questi marchi sono uno strumento non il fine"

Symbola, le certificazioni ambientali premiano le aziende

Milano (askanews) - La certificazione ambientale premia le aziende: lo dimostrano il fatturato, il numero degli addetti e ancora di più i dati sull'export. E questo vale per le grandi ma soprattutto per le pmi, che registrano effetti amplificati rispetto alle concorrenti non certificate. A scattarne la foto è la fondazione Symbola nel rapporto "Certificare per competere" realizzato in collaborazione con Cloros, che inquadra il ruolo di questi marchi in una più ampia strategia di sviluppo economico come racconta il presidente di Symbola Ermete Realacci. "Le certificazioni sono uno strumento non un fine. E' un po' come il detto cinese quando il saggio indica la luna lo sciocco guarda il dito. Le certificazioni sono il dito, uno strumento efficace se uno ha una idea di futuro come fanno tante imprese italiane".

Con oltre 24mila certificazioni siamo il secondo Paese al mondo

per numero di certificati Iso 14001, il primo per numero di

certificazioni di prodotto Epd, il quinto Paese del G20 per certificazioni forestali Fsc. Ma come dimostrano le sigle appena lette, la panoplia di certificazioni, 450 in tutto cui si aggiungono 12 new entry l'anno, spesso confonde i consumatori. Riccardo Caliari, amministratore delegato di Cloros. "Dal punto di vista del consumatore siamo in una fase di disorientamento perché difficilmente capisce fino in fondo cosa c'è dietro, ma è a oggi l'unico sistema per garantire il processo verso la sostenibilità".

In tutto questo, casi come quello Volkswagen, per quanto non attenga direttamente alle certificazioni, minano fortemente la fiducia da parte del consumatore, che già dimostra di non avere una conoscenza approfondita. Una indagine Ipsos ha dimostrato che solo il 39% degli intervistati sa elencare spontaneamente marchi di certificazione conosciuti. E tra questi meno della metà indica nomi esistenti. Detto questo resta ancora aperto il tema del sostegno o incentivo pubblico.

"Sta in parte accadendo che nella misura in cui questo strumento viene visto come un modo per ragionare sull'economia italiana le istituzioni lo aiutino soprattutto con meccanismi che sono ovviamente tanto più credibili quanto più si va in quella direzione".

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