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pubblicato il 22/set/2014 19:54

Sull'Art.18 polemica Squinzi-Camusso. La Cgil pronta alla mobilitazione

(ASCA) - Roma, 22 set 2014 - Sale la tensione intorno al Jobs act e dal Quirinale il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, arriva l'appello a ''fare le riforme'' e superare i ''conservatorismi''. Dentro il Pd il derby sulla delega lavoro registra un inasprimento dei toni tra maggioranza e minoranza in vista della ripresa dei lavori parlamentari, ma la giornata registra anche la polemica tra Confindustria e Cgil sull'art. 18.

Il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, ha detto che l'abolizione dell'art. 18 sarebbe un ''segnale molto forte'' per gli investitori italiani e stranieri. Ma per vedere i benefici reali sulla proposta di un contratto a tutela crescente si dovra' aspettare di conoscere la proposta finale del governo Renzi.

Immediata la risposta del leader della Cgil, Susanna Camusso.

''Vedo dei repentini mutamenti di opinione. Mi ricordo molte dichiarazioni del presidente di Confindustria che dicevano esattamente l'opposto'', le parole della Camusso che poi ribadisce la determinazione del sindacato di Corso Italia nella mobilitazione per cambiare la delega lavoro.

''La Cgil - ha affermato - ha gia' detto e continua a ribadire che noi inizieremo la mobilitazione. Sarebbe utile per tutti che fosse unitaria ma comunque non ci tireremo indietro''. La Camusso invece vuol tenere la Cgil fuori dalla polemica tutta interna al Pd. ''Non elaboriamo le nostre opinioni sulla base delle posizioni dei dirigenti di questo o quell'altro partito''. I rilievi del sindacato e della minoranza Pd al Jobs Act sono il frutto di scelte e opinioni assolutamente autonome.

Per il premier Matteo Renzi, comunque, non solo critiche da frange del partito e dal sindacato. Il presidente del consiglio incassa il sostegno di Confindustria, almeno per quanto riguarda l'approccio alla riforma del mercato del lavoro. ''E' urgente una riforma del lavoro nel nostro Paese'', ha sottolineato Squinzi. Il disegno del governo va ''sostenuto con forza'' da parte delle imprese. Secondo Squinzi ''e' urgente una riforma del lavoro nel nostro Paese - ha spiegato nel suo intervento al Cersaie di Bologna - credo che la visione del premier sia assolutamente condivisibile''. Alle critiche sul Jobs Act e in particolare sul totem dell'art 18, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, lanciano messaggi improntati a rassicurare.

Poletti chiede ai sindacati di ''valutare l'insieme della delega'' per comprendere in maniera chiara la finalita' del provvedimento.

Da Bruxelles, Delrio sottolinea che la riforma non si tradurra' nel ridurre le tutele dei lavoratori. Anzi.

''Abbiamo detto - ha ricordato Delrio - che la riforma complessiva del mercato del lavoro cosi' come l'abbiamo concepita estende i diritti ai milioni di cittadini che ora non li hanno'', e che ''la risposta ai problemi occupazionali del nostro paese e' il contratto a tutele crescenti che include e supera tutti i vecchi sistemi. Il problema oggi e' estendere i diritti e dare possibilita' di creare posti di lavoro''.

did/dsk

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