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pubblicato il 12/giu/2015 18:10

Su Fca e Gm l'attivismo degli hedge fund, quasi 9 mld investiti

Negli ultimi mesi aperte posizioni sui due titoli

Su Fca e Gm l'attivismo degli hedge fund, quasi 9 mld investiti

Roma, 12 giu. (askanews) - Anche se Mary Barra, per ora, ha detto di non essere interessata a una integrazione con Fca, a Wall Street sono molti gli hedge fund che hanno iniziato ad essere attivi su Fca e Gm, prima ancora che ne parlasse pubblicamente Sergio Marchionne. In particolare è Fca che nell'ultimo anno ha esercitato una notevole attrazione nei confronti dei fondi speculativi e degli investitori che possono gongolarsi con una ragguardevole performance del titolo, +37%. Al contrario Gm a Wall Street non brilla. Negli ultimi 12 mesi il titolo mostra una flessione del 3% e il piano strategico presentato due mesi fa da Mary Barra non ha alimentato particolari entusiasmi.

L'attivismo degli hedge fund è un segnale eloquente sulle aspettative di questo tipo di investitori. Nel capitale Fca il valore delle partecipazioni in portafoglio a hedge fund supera il miliardo e mezzo di dollari, più che raddoppiato in meno di un anno. Mentre in GM sfiora i 7 miliardi secondo gli aggiornamenti alla Sec al 31 marzo scorso, in crescita di oltre un miliardo di dollari in meno di dodici mesi. In totale quasi 9 miliardi di dollari. GM capitalizza intorno ai 57 miliardi di dollari mentre Fca 22 miliardi. Significa che quasi il 15% è in mano agli hedge fund. A titolo di confronto, Ford, che capitaliza 60 miliardi, registra una modesta presenza di hedge fund nel capitale, circa 800 milioni di dollari.

Negli ultimi mesi diversi hedge fund hanno aperto posizioni in Fca. Il Dalal Street detiene oltre l'1% del gruppo con un investimento di 225 milioni di dollari che rappresenta il 41% del valore del portafoglio del fondo. Lo stesso hedge fund ha investito 118 milioni in warrant di Gm. Oltre il 60% del portafoglio di Dalal Street è concentrato su Fca e Gm. Il proprietario non è un raider sconosciuto ma è Mohnish Pabrai, indiano residente in California, che ammira Warren Buffet ed è tra gli investitori più apprezzati a Wall Street. E' evidente che il successo del fondo è pesantamente legato alle fortune dell'azione Fca e del warrant Gm e un merger tra i due produrrebbe enormi benefici al finanziere di origine indiana.

Tra gli ultimi hedge fund entrati in Fca figurano anche Baker Street Capital con un investimento di 45 milioni di dollari, numeri più contenuti per Laurion Capital Management (30 milioni) e Bogle Investment (10 milioni).

Un altro hedge fund con una consistente posizione in Fca è il Blue Mountain Capital di Andrew Feldstein e Stephen Siderow. L'investimento in Fca ammonta a 207,9 milioni di dollari, il terzo titolo per esposizione e pari al 3% del valore del portafoglio. Altra griffe di Wall Street che ha aperto posizione in Fca è Och-Ziff Capital Managament con un invesimento di 205 milioni di dollari. L'hedge fund fa capo a Daniel Och, e gestisce masse per oltre 29 miliardi di dollari che lo collacano al quinto posso tra i maggiori hedge fund al mondo, davanti anche a John Paulson.

Anche in Gm (dove i due principali azionisti sono il Veba Trust con l'8,76% e la Canada Gen Investment che fa capo al ministero del tesoro canadese con il 6,85%) la presenza degli hedge fund è notevole. La Harris Associates detiene in totale il 4,80% di GM, BlackRock Fund Adviser ha ridotto la posizione ma detiene il 2,60% della casa americana. Quota analoga all'hedge fund di JP Morgan. Oltre 500 milioni di dollari è invece l'investimento di Appaloosa Management e oltre 700 milioni quello di Capital World.

Ci sono poi fondi e investitori che figurano sia tra gli azionisti di Fca che di Gm. Il principale è Vanguard Group che detiene un investimento in Gm vicino ai 3 miliardi di dollari e all'inizio dell'anno ha messo insieme un pacchetto di azioni Fca pari a oltre 250 milioni di dollari. Credit Suisse ha un pacco di azioni Fca che vale oltre 270 milioni di dollari e oltre 110 milioni li ha investiti in titoli Gm.

Un matrimonio tra Fca e Gm appartiene ancora al terreno delle ipotesi ma è indubbio che a Wall Street diversi investitori la considerano una possibilità. Nei giorni scorsi un report di RBC Capital Market ha indicato che "il consolidamento del settore auto ha un senso" mentre nel merito dell'operazione gli analisti di Citigroup hanno rilevato che ci sono vantaggi e svantaggi alzando comunque il target price su Gm a 50 dollari per azione.

Gli hedge fund ma anche il resto della platea degli azionisti di Gm potrebbero diventare determinanti nel caso Fca presenti una offerta con termini e condizioni interessanti per orientare i 13 membri del board di Gm di cui il 70% è indipendente. L'ok del board of directors di Gm per un merger è determinante. Senza il via libera del board si può lanciare un'opa (tender offer) ostile ma non si può procedere a una acquisizione con fusione.

Gm dopo aver sfiorato la bancarotta è tornata nell'olimpo dell'auto ma il piano industriale indica obiettivi modesti, una crescita timida dei ricavi nel 2016-2017 (+2-3% e in calo del 4% quest'anno) e un risultato operativo intorno al 5%. Come ha dichiarato in una recente intervista l'ex ceo di Coca-Cola e membro del board di Gm, Neville Isdell, "Gm è scampata dal crack ma per vedere il turnround ci vorrà un decennio".

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