sabato 21 gennaio | 14:30
pubblicato il 02/dic/2014 17:00

Stallo industria, cali petrolio e prezzi accentuano disagio Bce

Giovedì direttorio, rischi confermati da -0,4% prezzi produzione

Stallo industria, cali petrolio e prezzi accentuano disagio Bce

Roma, 2 dic. (askanews) - Industria in recessione e petrolio a picco. Sul finale d'anno sembra profilarsi una accelerazione dei rischi di deflazione per l'area euro. Le indagini sull'attività del manifatturiero hanno segnalato una stagnazione a novembre. E intanto l'inflazione, che secondo i parametri della Banca centrale europea è già pericolosamente bassa - appena lo 0,3 per cento - potrebbe accusare ulteriori affossamenti con il calo di tutte le materie prime, che si sta innescando sulla scia della flessione del petrolio. Rischi che hanno trovato conferme nel nuovo calo dei prezzi alla produzione nell'industria, diminuiti dello 0,4 per cento a ottobre. Secondo Eurostat nel confronto con un anno prima sono al meno 1,3 per cento.

Un quadro che chiama in causa la politica monetaria, e non a caso di recente la Bce ha moltiplicato i segnali sulla possibilità di interventi straordinari più energici, in particolare con l'ipotesi di un massiccio piano di acquisti, stavolta esteso ai titoli di Stato. Giovedì a Francoforte tornerà a riunirsi il Consiglio direttivo, per la prima volta nella nuovissima sede costruita dove sorgevano gli ex mercati generali, ma potrebbe volerci ancora del tempo prima che l'Eurotower si giochi "l'ultima carta" di un Quantitative Easing vero e proprio.

Gli sforzi del presidente Mario Draghi e del suo vice, Vitor Constancio, volti a spianare la strata a queste misure, da una parte hanno fatto cementare le attese dei mercati sull'intervento, portando a nuovi cali dei rendimenti dei titoli di Stato. Dall'altra però sembrano aver sollecitato il fronte dei governatori meno favorevoli, o addirittura ostili alla manovra.

Invece del "solito" Jens Weidmann, l'intransigente capo della Bundesbank, stavolta a farsi sentire è stata la sua ex collega Sabine Lautenschlaeger, componente del Comitato esecutivo della Bce. Durante un convegno sabato, ha frenato sulla questione, avvertendo che l'ipotesi di acquisti di emissioni pubbliche andrebbe sottoposta a requisiti molto stringenti. Resta tutto da verificare quale sarebbe la consistenza di una eventuale fronda di contrari al Qe, ma anche i favorevoli potrebbero preferire attendere di verificare la consistenza delle misure già prese prima di deciderne altre.

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