giovedì 23 febbraio | 03:32
pubblicato il 22/nov/2013 16:02

Stadi: Crisafi (Assoimmobiliare), non perdiamo questa occasione

(ASCA) - Roma, 22 nov - Non ancora depositata in commissione Bilancio del Senato e gia' la norma 'sugli stadi' e' diventata una nuova grana per il Governo Letta.

Sull'emendamento alla legge di stabilita' che dovrebbe favorire nuove costruzioni sportive da parte dei privati, la sburocratizzazione delle pratiche per la realizzazione di nuovi impianti e l'apertura all'interno degli stessi di veri e propri spazi commerciali, si e' ormai scatenata una vera e propria bufera. Il Pd, insieme a Sel, Verdi, M5S e anche ad esponenti della Lega, e' insorto contro il rischio di speculazione edilizia, costringendo l'esecutivo ad un dietrofront, almeno parziale. Sulla norma ''e' in corso una riflessione molto seria'', ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, lasciando intendere che la norma non puo' evidentemente rimanere cosi' com'e'. Indicazione arrivata anche dal viceministro all'Economia, Stefano Fassina, secondo il quale l'emendamento potrebbe addirittura saltare e non essere affatto presentato.

In realta', il governo starebbe cercando una mediazione, eliminando la possibilita' di costruire insediamenti ''anche non contigui agli impianti sportivi''.

Gli impianti sportivi italiani ''non sono adeguati alle manifestazioni che ospitano e spesso rispondono a concezioni oramai superate o versano in stati manutentivi precari: cio' rappresenta sicuramente un problema se si considera tra l'altro che la proprieta' di tali strutture e', nella quasi totalita' dei casi, di soggetti pubblici che attualmente incontrano notevoli difficolta' finanziarie''. La denuncia arriva da Assoimmobiliare e Aici, le due associazioni del mondo immobiliare, per le quali 'Destinazione Sport' rappresenta una ''opportunita' per il Paese, soprattutto alla luce della candidatura italiana ad ospitare i Giochi Olimpici del 2014, oltre al prossimo Expo 2015''.

''Lo sport e il sistema che ruota intorno ad esso - spiegano a Il Ghirlandaio il dg di Assoimmobiliare Paolo Crisafi e il presidente di Aici Fabio Bandirali - sono all'attenzione dell'industria immobiliare da piu' punti di vista e un interesse significativo e' in particolare rivolto agli stadi, agli ippodromi ormai quasi tutti dismessi e piu' in generale agli impianti sportivi nel senso piu' ampio''.

Rispetto agli impianti internazionali ''moderni e di successo, energeticamente efficienti, ergonomicamente ospitali, confortevoli, sicuri e polifunzionali'', denunciano le due associazioni, ''la situazione italiana, seppure in divenire, appare ancora statica con una media di vetusta' delle strutture di 63 anni per la Serie A e di 55 per la Serie B solo per fare un esempio, affiancata da una quasi totale assenza di servizi e da perniciosi livelli di inefficienza. Peraltro - aggiungono - l'anzianita' ed obsolescenza delle strutture comporta ad evidenza ingenti costi manutentivi, difficili da sostenere per il pubblico ed inoltre chiaramente in contraddizione con le attuali e indispensabili politiche di spending review''.

Per Crisafi e Bandirali ''e' oltremodo necessario che si arrivi quindi, come gia' verificatosi in altri paesi europei e non, all'ingresso nel settore di qualificati operatori privati che possano assicurare la redditivita' di ogni iniziativa, il tutto nel pieno e completo rispetto delle normativa in essere e sotto l'attento e irrinunciabile controllo pubblico. Controllo che deve tuttavia esplicarsi - spiegano - assicurando tempi certi e rapidi di approvazione ed e' questo un chiaro e rilevante intendimento del provvedimento in adozione''.

Ben venga quindi, per le due associazioni, ''il valido supporto degli strumenti individuati dal Governo, su cui potra' successivamente e virtuosamente - concludono - innestarsi il nuovo disegno di legge presentato in Parlamento''.

red/rf/ss

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