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pubblicato il 28/mar/2015 14:47

Squinzi attacca i sindacati: frenano tutto, Fiom guarda a passato

E Poletti: manifestazione legittima, io parlo con operai

Squinzi attacca i sindacati: frenano tutto, Fiom guarda a passato

Venezia, 28 mar. (askanews) - I sindacati guardano al passato, hanno delle responsabilità per la situazione in cui versa il Paese perché hanno frenato tutto. L'attacco alle organizzazioni dei lavoratori e, in particolare, alla Fiom-Cgil, che è in piazza a Roma contro il Jobs act e per modificare la riforma Fornero sulle pensioni, arriva dal leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, e dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Il palco è quello del convegno biennale della Piccola industria, che con il suo presidente Alberto Baban aveva già sollecitato un cambio di marcia attraverso un patto Stato-cittadini per una terza Repubblica che ritrovi la strada della crescita e dello sviluppo.

"Ritengo che questa manifestazione abbia più un carattere politico e che sia l'annuncio di un nuovo soggetto politico che si sta costituendo - ha detto Squinzi riferendosi alla manifestazione nazionale della Fiom - questo in tema di democrazia è positivo, ma mi auguro solo che questo nuovo soggetto politico sia capace di guardare al futuro e non al passato, dove ritengo siano stati fatti già abbastanza danni".

Secondo il leader degli imprenditori, i sindacati hanno delle responsabilità per "la situazione in cui siamo oggi" perché "hanno frenato tutto". Squinzi ha ricordato l'accordo sulla rappresentanza: "Erano tutti d'accordo, ma ci hanno fatto disperare per trovare un regolamento attuativo".

Le critiche di Poletti sono state più sfumate, anche se il ministro ha chiarito ancora una volta che il Governo ascolta tutti, ma poi tira avanti dritto per la sua strada. "Le opinioni sono tutte legittime - ha sottolineato Poletti - l'opinione di Landini, quella della Fiom le conosciamo, non sono una novità. Io credo che queste opinioni siano da rispettare, ma dal nostro punto di vista non sono condivisibili".

Sulla minaccia dei sindacati di percorrere la strada del referendum abrogativo, Poletti ha aggiunto che "non è la risposta e non è cio che serve" alle esigenze del Paese. "I sindacati fanno bene a fare le loro scelte - ha concluso - io, invece, oggi vado a parlare con gli operai in una fabbrica a Mestre".

Siparietto finale con Squinzi che ha ironizzato in merito alle voci secondo cui sarebbe stata Confindustria a scrivere il testo del Jobs act: "Nella mia carriera di imprenditore mai avrei pensato di arrivare al punto di scrivere le leggi. Poletti non aveva bisogno che glielo scrivessi, era capace di farlo da solo. Ha fatto un lavoro eccezionale".

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