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pubblicato il 06/mag/2011 18:43

Spiagge/ Scoppia la polemica, Bruxelles sorpresa:Italia chiarisca

Romani: Provvedimento innovativo. Codacons: rischio rincari +10%

Spiagge/ Scoppia la polemica, Bruxelles sorpresa:Italia chiarisca

Roma, 6 mag. (askanews) - Sul decreto sviluppo e la concessione per 90 anni dei diritti sulle spiagge scoppia la polemica. A scende in campo è stata oggi l'Unione europea: le nuove norme potrebbero ledere il principio della concorrenza. Ma il governo difende il provvedimento. Il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, parla di un decreto innovativo di cui l'Ue dovrebbe tener conto data la specificità dell'Italia, con 25 mila aziende che lavorano sulle spiagge. Mentre per Stefania Prestigiacomo il dl sviluppo è una forma di protezione del "nostro territorio dalle imprese straniere che vengono a colonizzare le nostre spiagge". Gridano allo scandalo l'opposizione, i consumatori, che parlano di un rischio aumenti del 10% per la prossima stagione estiva, e anche il Turing club che invita a "ripensare il decreto" per "non rischiare di mutare il contesto passando dalla caotica situazione attuale ad una ancor più preoccupante". La portavoce del commissario europeo al Mercato interno, Michel Barnier, ha fatto sapere oggi che la Commissione è "molto sorpresa" per la misura che riguarda i litorali. "Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione formale dalle autorità italiane, ma dopo gli articoli visti sulla stampa chiederemo loro informazioni. Se quello che è stato pubblicato dalla stampa è corretto, saremmo molto sorpresi, non sarebbe in linea con le regole del mercato interno Ue", ha detto la portavoce, Chantal Hugues. Tuttavia per il ministro Romani l'Unione europea deve tener conto delle "diversità tra i vari paesi". Per questo le norme del dl sviluppo sono innovative: "penso che sia una piccola grande rivoluzione e sicuramente - ha detto Romani - è un provvedimento innovativo rispetto a tutto quello di cui si è parlato. Ci sono in Italia 25mila aziende che fanno questo lavoro, c'è la necessità di garantire i posti di lavoro e, ai tanti turisti, la qualità che queste aziende assicurano". I senatori Ecodem attaccano l'esecutivo e definiscono le norme "una tipica trovata del repertorio pre-elettorale" del governo che se venissero realmente attuate concederebbero "una lucrosa rendita di posizione a pochi e darebbero il via libera all'ulteriore cementificazione dei nostri litorali" ma il ministero dei Beni culturali frena: non ci sarà nessuna paventata cementificazione delle coste perché l'approvazione della concessione delle spiagge italiane per i prossimi novant'anni ai proprietari degli stabilimenti balneari non prevede alcuna deroga alle norme di tutela paesaggistica.

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