giovedì 19 gennaio | 18:40
pubblicato il 21/nov/2013 16:14

Spending review: Confesercenti, piu' coraggio su tagli spesa

(ASCA) - Roma, 21 nov - ''La ricerca affannosa di risorse per la legge di stabilita' si sta risolvendo ancora una volta nel peggiore dei modi: l'ennesimo ricorso alla leva fiscale a partire dall'aumento delle accise. Del tutto nebuloso invece l'orizzonte della riduzione della spesa pubblica tanto che, se non ci saranno mutamenti di rotta, la spesa pubblica del 2014 sara' superiore di 3,6 miliardi di euro rispetto alle previsioni del Def''. E' quanto ha affermato il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, intervenendo alla assemblea regionale Emilia-Romagna dell'associazione.

''La situazione si riequilibrerebbe negli anni successivi ma solo perche' si considera un Pil che torna a crescere mentre, come sappiamo, le previsioni del 2014 si stanno squagliando a vista d'occhio e fanno supporre che non di crescita dovremo parlare ma solo di fase - pericolosa - di stallo dell'economia dopo la recessione. Quello che va evitato - ha detto Venturi - e' di aggirare l'ostacolo. La spesa pubblica va ridotta con coraggio e va ridotta strutturalmente. Non possiamo fermarci, come si sente in giro, al blocco degli stipendi pubblici ed alle dismissioni di quote azionarie di grandi gruppi in mano allo Stato. In entrambi i casi, soprattutto nel secondo, stiamo parlando di risparmi una tantum. E quindi di buchi successivi nel bilancio pubblico da sanare''. ''Abbiamo dimostrato che si possono ricavare risparmi per 50 miliardi. Risparmi permanenti ed in grado di generare altri 20 miliardi da usare per la crescita. Ci aspettavamo quindi che il Commissario per la spending review individuasse tagli anche piu' sostanziosi ed invece, per ora, non pare affatto cosi' se si e' ventilato in questi giorni un traguardo piu' limitato, pari a 32 miliardi. Certo il proposito di tagliare le tasse sul lavoro e' condivisibile ma non c'e' piu' tempo da perdere. Servono scelte drastiche anche perche' la pressione fiscale quest'anno, fra fisco nazionale e fisco locale potrebbe superare la insopportabile quota del 45%. Quello che occorre per far ripartire la crescita e' l'opposto: meno tasse e meno spesa pubblica. Un percorso chiaro, strutturale, che riporti certezze e fiducia nel tessuto economico del Paese. Una prospettiva che finora e' decisamente lontana''.

did/

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