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pubblicato il 21/feb/2014 16:14

Spending review: Cgil, da Cottarelli ancora tagli lineari

(ASCA) - Roma, 21 feb 2014 - ''Francamente non si comprende quale sarebbe la novita' sostanziale dell'ennesima versione del piano Cottarelli con il quale si pensa di ricavare 2 punti di Pil da una campagna di nuovi tagli lineari. Tra tutti i 25 tavoli di lavoro in piedi, continua ad essere centrale quello del lavoro pubblico''. E' quanto afferma il responsabile dei Settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile, in merito alle proposte di spending review alla studio del commissario Carlo Cottarelli.

Cosi', osserva il dirigente sindacale, ''dopo i 9 miliardi derivanti dal blocco della contrattazione, ai quali vanno aggiunti quelli che stanno determinando i dissesti negli enti locali, assistiamo all'ennesima riproposizione del tema della mobilita' del personale. Quest'ultima che appare essere: volontaria, senza regole e con probabile riduzione della retribuzione nel passaggio tra varie amministrazioni; cosi' come: obbligatoria, anche essa senza regole, senza relazioni sindacali e nella totale discrezionalita' del datore di lavoro pubblico. Si tratta di misure talmente contro i lavoratori che gli stessi datori di lavoro privati ne sognano l'estensione ai loro settori''. Inoltre, prosegue, ''quale sarebbe poi il risparmio se non il blocco totale del turnover, peraltro gia' limitato dall'ennesimo intervento sulla legge di Stabilita'. Le conseguenze anche di questa ultima misura saranno quelle di un personale 'vecchio', poco utile per le innovazioni derivanti dalla digitalizzazione, e soprattutto poco motivato, utilizzato come un bagaglio. Gli epigoni di Brunetta sono duri a scomparire''.

In tema di retribuzione di risultato della dirigenza poi, aggiunge Gentile, ''basterebbe solo applicare le misure che gia' esistono, rifuggendo dalla tentazione di 'premiare' chi chiude i servizi e non chi invece li gestisce in modo efficace e misurato dalla valutazione dei fruitori''. Infine, sulle societa' partecipate, ''il rapporto si limita a copiare quanto gia' conosciuto e a esaurire il grande problema del personale delle societa' partecipate, pari a circa 250 mila persone, con un punto interrogativo: 'Esuberi: come intervenire?' Come si legge nel lavoro del sottogruppo''. In sostanza, giudica Gentile, ''nulla di vero. Ma allora non si comprende perche' tutta questa fretta e perche' ci si ostini dal rifuggire da confronti di merito sui singoli problemi con le organizzazioni sindacali. Ci aspettiamo, una volta noto il piano, che il nuovo Governo convochi le parti per affrontare con esse un piano di spending review non fatto di inefficaci e fallimentari tagli lineari, ma di misure che producano risparmi di spesa ma, allo stesso tempo, effetti positivi sul sistema dei servizi pubblici'', conclude Gentile.

com-fgl/

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