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pubblicato il 09/mag/2014 20:31

Spazio: settore vitale per l'Italia che non riesce piu' a fare sistema

Spazio: settore vitale per l'Italia che non riesce piu' a fare sistema

(ASCA) - Roma, 9 mag 2014 - Spazio settore di eccellenza, storicamente competitivo per il nostro paese, che pero' potrebbe registrare l'arresto di quel ''circolo virtuoso'' che finora ha invece funzionato facendo della capacita' di innovazione tecnologica italiana un valore assoluto anche a livello europeo ed internazionale. Ed un volano dell'econonomia nazionale.

Se ne e' parlato a Roma, in un convegno promosso dalla rivista aerospaziale Airpress, che ha visto a confronto, compresa un'attenta e qualificata platea, i protagonisti delle istituzioni e delle imprese del settore. ''Spazio vitale per l'Italia'', questo il titolo dell'evento, ha cosi' vissuto il dibattito, con la moderazione dell'editore di Airpress Paolo Messa, tra la giornalista Maria Latella, il presidente e amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, Elisio Prette, l'amministratore delegato di Telespazio, Luigi Pasquali, la direttrice dell'agenzia Unoosa delle Nazioni Unite, Simonetta Di Pippo, ed il commissario dell'Asi, Aldo Sandulli. A concludere e' stato il ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, Stefania Giannini. Quale dunque il rischio di frenata per le attivita' spaziali italiane in questa fase storica? Per tutti i protagonisti, in sintesi, e' l'evidenziarsi di un'assenza di coordinamento, di organizzazione. Insomma l'annoso tema dell'incapacita' di fare sistema, laddove altri paesi, come Germania e Francia, si' eccellono. E dove altri ancora, come la Gran Bretagna, scommettono con poste impensabili per i nostri budget in costante riduzione. Tra gli esempi piu' calzanti la vicenda di Cosmo-SkyMed di seconda generazione, la costellazione di satelliti per uso ''duale'' (cioe' militare e civile), che nel 2016 e nel 2017 dovrebbe registrare il lancio di due ulteriori satelliti. Lanci a rischio per assenza, al momento, delle risorse istituzionali precedentemente messe a budget a garanzia del programma. Per Prette ''di questi lanci tutti sapevano ma sembra che se ne siano dimenticati''.

Insomma, tra Difesa ed Asi, risposte non arrivano e ''nelle prossime settimane potremmo non sapere piu' come impiegare 3/400 persone, tutte qualificate'', ha aggiunto l'ad di Thales Alenia Space Italia, segnalando il rischio di ricadute negative su tutta una filiera di pmi d'eccellenza.

Discorso analogo da parte di Luigi Pasquali: per l'amministratore delegato di Telespazio il paese a volte ''non ha giocato la partita'', e quel ''circolo virtuoso ha si' raggiunto l'apice ma li' e' rimasto''. Dal ministro Giannini infine la certezza che l'Italia riprovera' a rifare sistema: nel semestre di presidenza dell'Ue innanzitutto e nella ministeriale Esa del prossimo dicembre.

gbt

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