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pubblicato il 26/feb/2013 15:19

Skf: primo accordo in Italia sul salario di produttivita'

(ASCA) - Torino, 26 feb - Primo accordo per il salario di produttivita' in Italia firmato alla Skf. L'intesa che recepisce l'accordo interconfederale del 21 novembre 2012, e' stato siglato dalla Fim-Cisl e dalla Fali-Fismic, ma non da Fiom e Uilm. E' previsto un premio di produttivita' di 900 euro nel 2013, di 1015 euro nel 2014 e di 1050 euro nel 2015, ma soprattutto lo spostamento dal prossimo anno della voce di aumento del minimo contrattuale previsto dal contratto nazionale siglato in Federmeccanica 45 euro nel 2014 e 55 nel 2015, sulla produttivita' con un bonus di 20 euro per il primo anno e di 10 per il secondo. Al termine di questo periodo i minimi saranno regolarmente reinseiti in busta paga. ''E' un accordo che non toglie nulla, ma che aggiunge'', commenta Claudio Chiarle segretario cittadino della Fim-Cisl.

L'accordo che riguarda oltre 3000 dipendenti sara' discusso nelle assemblee convocate per il prossimo 28 febbraio''. Non e' previsto il referendum, spiega Chiarle, ''ma vedremo cosa si decidera' in assemblea''. ''L'accordo Skf dimostra che e' possibile migliorare le performance aziendali senza tagliare il costo del lavoro a scapito dei lavoratori ma premiandoli con piu' salario e puntando all'efficientamento aziendale con sistemi di miglioramento continuo - prosegue Chiarle - Inoltre l'accordo sancisce che per la sua durata non vi saranno ulteriori esuberi, garantendo i livelli occupazionali previsti dagli accordi'' .

''L'accordo prevede che per il 2013 il premio di produttivita' sia erogato anche ai lavoratori in Cig e nel caso non fossero raggiunti i risultati previsti non vi sara' restituzione di nessuna somma variabile gia' percepita dai lavoratori. Insomma - conclude Chiarle - un accordo che indica alle aziende che e' possibile costruire relazioni sindacali partecipative e investire in produttivita' e redditivita' aziendale senza chiamare i lavoratori a fare sacrifici, ma investendo su di loro, sulla loro capacita', professionalita', intelligenza con l'idea di un modo costruttivo e di prospettiva di fare impresa''. Strada obbligata invece per la Fiom che ha deciso di non firmare: ''E' l'applicazione degli accordi interconfederali che neppure la Cgil aveva firmato - commenta Vittorio De Martino segretario regionale Fiom - un conto e' trattare la produttivita', un altro far rientrare anche il minimo salariale che ha altri presupposti in una discussione di variabilita', di produttivita', di organizzazione e di redditivita'. E' lo stravolgimento del contratto nazionale, l'aziendalizzazione del salario''. Una firma mancata che pero' non impedira' alla Fiom di affrontare l'applicazione del nuovo accordo: ''Cio' non toglie che le nostre Rsu quando si trattera' di applicare il premio entreranno nel merito dei problemi e faranno le loro osservazioni'', assicura De Martino. eg/mau

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