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pubblicato il 03/mar/2016 08:09

Second hand economy: l'usato vale in Italia 18 mld, l'1% del Pil

Dati Doxa per Subito: l'on line da solo pesa per 6,8 mld

Second hand economy: l'usato vale in Italia 18 mld, l'1% del Pil

Milano (askanews) - Dai mercatini dell'usato alle piattaforme on line per compravendite e baratti: la second hand economy è in Italia un vero e proprio sistema economico che genera un volume d'affari pari a 18 miliardi di euro, pari all'1 per cento del Pil nazionale.

A dar vita a questo paradigma economico e sociale è il 50 cento della popolazione italiana al di sotto dei 45 anni

E' quanto emerge dall'edizione 2015 dell'Osservatorio Doxa sulla Second hand economy, commissionato da Subito - l'azienda che gestisce la principale piattaforma italiana di compravendita on line - e presentato oggi a Milano.

Sono tre i pilastri su cui poggia l'espansione "dell'economia del mercato rinnovato", spiega Guido Argieri, customer insight director di Doxa: "Innanzitutto c'è il pilastro valoriale - spiega - La second hand economy viene riconosciuta come un valore che porta la persona al centro della propria economia e dei propri consumi. Il secondo asse è quello pragmatico di poter risparmiare e guadagnare qualcosa in più, impattando sul budget familiare. Il terzo asse di sviluppo è la tecnologia che permette di arrivare e accedere a più prodotto e più servizi in maniera molto rapida".

Approfondendo la lettura dei dati Doxa si scopre anche che l'on line vale per il 38 per cento dell'intero mercato dell'economia dell'usato, pari al circa 6,8 miliardi. Ma si commetterebbe un errore a pensare che le piattaforme on line sostituiscono il rapporto e l'interazione diretta tra persone.

"Cresce il peso dell'on line perchè vediamo crescere la consultazione in generale prima dell'acquisto - spiega - Su Subito abbiamo sei milioni di annunci di 37 categorie merceologiche diverse, ma l'acquisto e la fine della transazione avviene di persona, tra due persone che si incontrano per scambiare bene e soldi. Quindi incontriamo le necessità di tutti: di chi vuole toccare e vedere l'oggetto, e di chi vuole usare la tecnologa per cogliere al volo un buon affare".

L'economia dell'usato non è certo un fenomeno nuovo. Ma nuove sono le dimensioni, sempre più importanti, le motivazioni alla sua radice, e, appunto, il ruolo di forte acceleratore dato dalla tecnologia. "

"Quello che ha portato Subito è sostanzialmente una piattaforma di incontro tra chi vuole vendere e comprare. E questo è letteralmente esploso dal 2007, quando siamo lanciati in Italia. Oggi abbiamo quasi 9 milioni di utenti unici che cercano e comprano di tutto: si vende, per esempio, una macchina ogni venti secondi. E l'efficacia del tool on line si esemplifica in questo: è molto più facile trovare qualcuno interessato a quello che vendi".

E la prospettiva è ora quella di rendere ancora più "social" la piattaforma di scambio, o - come dire - riportare ancor di più il mercato alla sua dimensione di scambio di relazioni.

Il prossimo passo è proprio quello di aprire un po' di più la componete social. E' forte l'esigenza, soprattutto quando si tratta di passioni come lo sport o la musica, di scambiarsi dei commenti sugli oggetti scambiati. Oggetti che si portano dietro una storia, una passione che passa di persona in persona".

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