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pubblicato il 26/set/2012 19:52

Sea/ Sì Comune a Ipo atteso in nottata, emendamenti a centinaia

Pisapia: "Quotazione vantaggiosa, se no possibili altre scelte"

Sea/ Sì Comune a Ipo atteso in nottata, emendamenti a centinaia

Milano, 26 set. (askanews) - La seduta del Consiglio comunale di Milano dedicata alla quotazione in Borsa di Sea e alla vendita delle quote di Serravalle sarà molto lunga, ma il via libera di Palazzo Marino è comunque atteso in nottata, al più tardi nelle prime ore di domani. Giusto in tempo per rispettare la scadenza indicata nei giorni scorsi per evitare che salti l'intera operazione concordata con la Provincia di Milano, che ieri notte ha fatto la sua parte approvando la delibera 'gemella'. Per la maggioranza la strada non è comunque tutta in discesa visto che Pdl e Lega hanno annunciato centinaia di emendamenti e soprattutto visto il passo falso di ieri quando la discussione non è neanche iniziata a causa di alcuni dissidenti che hanno fatto mancare il quorum necessario. Per rassicurare i consiglieri più dubbiosi è intervenuto in Aula il sindaco, Giuliano Pisapia, che ha garantito "un grande vantaggio economico di sviluppo" per la società aeroportuale. In caso contrario, se non ci sarà cioè una risposta adeguata da parte del mercato, il Comune avrà fino all'ultimo la possibilità interrompere l'iter di quotazione e "cambiare le prospettive con scelte diverse". Un possibile piano B scontato, ma evocato esplicitamente per la prima volta, proprio nel giorno in cui Piazza Affari ha chiuso in forte calo sulla scia dei timori per la Spagna. A sottolineare invece i vantaggi della quotazione oggi è stato, poche ore prima, il presidente di Sea Giuseppe Bonomi durante un'audizione a Palazzo Marino. A suo parere le condizioni per lo sbarco a Piazza Affari sono oggettivamente migliori rispetto a un anno fa perché "l'indice di volatilità del mercato" è passato dal 55% al 21,8% di oggi. Altri dati "confortanti" sono l'indice Ftse, salito del 13,3% negli ultimi mesi e l'andamento di società comparabili come Gemina e Atlantia, cresciute rispettivamente del 25,3% e del 29,2%. "E' evidente che il mercato presenta delle incertezze, ma inferiori a quelle con le quali ci siamo confrontati negli ultimi mesi del 2011". In ogni caso il manager ha sottolineato che rimandare la quotazione al 2013 significherebbe ricominciare quasi da zero e che le risorse dell'eventuale aumento di capitale previsto dall'Ipo non saranno usate per investimenti, ma per "politiche di espansione anche esterne agli scali attualmente gestiti dalla società" anche all'estero. "Ci servono per integrare altre strutture aeroportuali anche attraverso acquisizioni", comprese "iniziative internazionali, sia in settore avio sia in settori collaterali come quelle commerciali". Serviranno cioè a creare una rete di scali coerente con il piano nazionale degli aeroporti al quale sta lavorando il Governo.

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