martedì 21 febbraio | 14:18
pubblicato il 03/lug/2014 16:55

Scuola: Snals-Confsal, preoccupati da parole Reggi

(ASCA) - Roma, 3 lug 2014 - Preoccupazione e non condivisione dello Snals-Confsal sul futuro assetto della scuola italiana delineato dal sottosegretario dell'istruzione, Reggi, in una recente intervista, dove si spinge perfino a ipotizzare maggiori compensi a fronte di piu' ore lavorative da parte degli insegnanti. ''A parte l'ovvieta' della cosa - a meno che non si pensi addirittura di lasciare invariato il compenso di fronte a una maggiore prestazione - lo Snals-Confsal respinge l'ipotesi di compensare finanziariamente l'aumento di tempo-denaro per i docenti con la decurtazione di un anno delle scuole superiori (da 5 a 4 anni)''. ''In ogni caso - chiarisce il segretario generale Marco Paolo Nigi - sulla scuola occorre investire perche' sono la societa' e l'economia che ce lo chiedono, con la finalita' di recuperare il ritardo nei confronti dei paesi piu' avanzati dell'Unione europea''.

''Ancora una volta la combinazione tra la fretta di cambiare e di lasciare il segno e la non conoscenza approfondita dei problemi rischia di portare a soluzioni improvvide, superficiali se non dannose. Data la totale assenza di occasioni di interlocuzione e di confronto, abbiamo consegnato al ministro Giannini e al sottosegretario Reggi un documento in cui indichiamo le priorita' strategiche della scuola e chiediamo nuovamente il rinnovo del contratto di lavoro ormai scaduto da cinque anni'' ha aggiunto Nigi.

Diverse le richieste e le proposte del documento, tra cui l'istituzione dell'organico pluriennale di istituto e di rete su base almeno triennale, ma il punto qualificante riguarda le misure per dare risposte alle giovani generazioni. Alla scuola, infatti, non serve un'altra ''riforma epocale'' ne' la riduzione della durata dei percorsi dell'istruzione secondaria superiore ma interventi concreti per offrire maggiori opportunita' formative ai giovani. Lo Snals-Confsal afferma la necessita' di una netta distinzione tra tempo scuola, garantito dallo Stato con il proprio personale, cui non puo' essere attribuito altro tempo d'insegnamento in classe e di lavoro gia' gravoso, e tempo di permanenza nelle strutture scolastiche per altri bisogni di formazione e di socialita' da affidare ad altre figure educative, senza confusioni di ruolo e di professionalita'.

L'altra proposta riguarda il recupero e il rafforzamento dell'apprendimento e la promozione delle eccellenze per cui prevedere, anche per i docenti, attivita' didattiche svolte, oltre l'orario ordinario, in maniera trasparente e regolamentata in uno speciale regime di intramoenia. red/did/

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