martedì 17 gennaio | 16:07
pubblicato il 19/dic/2014 16:30

Scommessa Opec costerà caro a Iran, Iraq, Libia e altri

Ft: stabilità a rischio,non hanno capacità finanziare Stati Golfo

Scommessa Opec costerà caro a Iran, Iraq, Libia e altri

Roma, 19 dic. (askanews) - Iran, Iraq, Libia, Nigeria e Venezuela: rischiano tutti di pagare caro la scommessa che l'Opec a guida saudita sta apparentemente portando avanti sui prezzi petroliferi. Il cartello degli esportatori sta lasciando cadere le quotazioni, senza operare strette all'offerta, con il malcelato obiettivo di mettere fuori mercato tutte le nuove tecnologie estrattive, dalla frammentazione idrolitica alle sabbie bituminose, che di recente sono entrate in concorrenza con il greggio tradizionale dell'Opec, e la cui redditività presuppone prezzi elevati.

Ma in questa scommessa, se gli Stati del Golfo Persico sono finanziariamente in grado di reggere la botta di un barile ormai dimezzato, per molto altri loro consociati all'Opec la questione è più delicata. Secondo gli esperti citati dal Financial Times, i paesi sovra citati rischiano "destabilizzazioni".

E perfino l'Arabia Saudita potrebbe esser costretta a tagliare la spesa pubblica o aumentare del deficit, secondo l'analista energetico Leo Drollas.

Peraltro il quadro attuale potrebbe almeno in parte esser frutto di un'altra puntata azzardata dell'Opec. Perché secondo Mohammad al-Sabban, ex consulente del ministro del petrolio saudita dal 1996 fino allo scorso anno, inzialmente i paesi del Cartello vedevano quasi di buon occhio proprio quelle nuove tecniche estrattive che oggi vorrebbero combattere. "All'inizio erano favorevoli al gas di scisto, perché pensavano che avrebbe dato profondità al mercato", stabilizzandolo.

Chiaramente si sono pentiti. "Ora - dice al-Sabban - privatamente sono molto allarmati. E son solo per il gas di scisto, ma anche per l'aumento della produzione del greggio tradizionale". Si erano abituati ad un barile a 100 dollari e hanno sottovalutato l'impatto che l'accresciuta offerta avrebbe avuto sui prezzi. Nel pomeriggio il barile di Brent si attesta in risalita a 60,45 dollari, il West Texas Intermediate recupera a 55,67 dollari.

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