lunedì 27 febbraio | 04:09
pubblicato il 27/ott/2014 18:05

Scattano acquisti Bce su bond garantiti: prima settimana 1,7 mld

Secondo analisti è tanto,ma norme devono aiutare sviluppo mercato

Scattano acquisti Bce su bond garantiti: prima settimana 1,7 mld

Roma, 27 ott. (askanews) - E' partita in quarta la Bce sul suo nuovo programma di acquisti di obbligazioni garantite: nella prima settimana ha rilevato titoli per 1,7 miliardi di euro. Se agli occhi di un osservatore non specialistico può non sembrare quel "bazooka" monetario che da tempo molti invocano per invertire le sorti di debolezza dell'area euro, e i rischi di deflazione, secondo alcuni analisti invece è stata una operazione "energica". Bisogna tener conto della dimensione del mercato su cui interviene, ben più ridotta e meno liquida di quello dei titoli di Stato (dobve nella prima settimana dal passato programma Smp la Bce acquisto per 20 miliardi di euro).

"Direi che si è trattato di un inizio a ritmo elevato", dice a askanews Marco Valli, capo economista per l'area euro di UniCredit Research. "Evidentemente la Bce voleva iniziare in maniera energica perché aveva addosso gli occhi di tutti gli operatori, e voleva evitare di alimentare scetticismi. Che poi sia un ritmo sostenibile la vedo difficile, perché è un mercato dove l'offerta è limitata". Nelle prossime settimane questo nuovo piano di acquisti verrà esteso anche a prestiti cartolarizzati dalle banche (Abs), mentre tramite anche altri interventi, la Bce ha l'obiettivo dichiarato di riportare la mole del suo bilancio ai massimi toccati a inizio 2012, ovvero circa 1.000 miliardi di euro in più rispetto ai valori attuali.

Certo, di questo questo passo ce ne vorrà presumibilmente non poco di tempo. Non si tratta però dell'unica manovra quantitativa messa in campo dall'istituzione. Anzi, la più consistente dovrebbe essere rappresentata dai nuovi rifinanziamenti agevolati di lungo termine alle banche, i "Tltro" che vanno a sostituire i precedenti "Ltro" e che da questi si differenziano perché li si è voluti vincolare al riutilizzo nell'economia reale. Secondo Valli, l'istituzione guidata da Mario Draghi si muove nella prospettiva che intervengano cambiamenti normativi che consentano un rapido sviluppo di queste emissioni. Altrimenti, "se il mercato restasse quel che è impossibile fare volumi significativi. La regulation deve dare una mano".

Da tempo comunque molti osservatori scommettono che ci vorrà una manovra di acquisti più ampia ed energica, un "Quantitative Easing" simile a quelli effettuati negli anni passati dalle Banche centrali di Usa, Gran Bretagna e Giappone. E le ultime ipotesi che circolavano è che questa versione europea del Qe potrebbe essere ammorbidita, per tentare di farla digerire ai falchi dell'intransigenza (in particolare la Bundesbank), limitando gli acquisti a obbligazioni societarie, senza spingersi sul problematico terreno dei titoli di Stato. "La Bce potrebbe lasciare i titoli di Stato come ultima ratio. Comprando tutto il resto prima, e poi anche così - conclude Valli - prosciugando gli altri mercati costringerebbe gli investitori ad acquistare titoli di Stato".

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