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pubblicato il 03/lug/2013 14:52

Saldi: Confesercenti, al via sabato. Da subito sconti fino al 50%

(ASCA) - Roma, 3 lug - Si apre la settimana dei saldi estivi 2013: sabato iniziano le vendite di fine stagione in tutta Italia, con l'eccezione della Campania e della Basilicata, che hanno anticipato la data al 2 luglio. Il periodo dei saldi variera' di durata di Regione in Regione, da un minimo di sei settimane a un massimo di 60 giorni. Le vendite di fine stagione di questa estate ''saranno una grande occasione sia per i commercianti sia per i clienti'', sottolinea Roberto Manzoni, presidente di Fismo-Confesercenti, l'associazione di categoria degli esercenti moda Confesercenti. ''Secondo le nostre rilevazioni - dice -, questa tornata delle vendite di fine stagione dovrebbe vedere la partecipazione di circa l'80% delle 135mila imprese della distribuzione tessile e dell'abbigliamento, per un totale di circa 108mila esercizi. La stagione primaverile e' stata fredda, dal punto di vista metereologico e dei consumi: da gennaio ad aprile il settore abbigliamento misura un calo del 4,6% di vendite, quello delle calzature il 4,3%: a fine anno, secondo le nostre stime, avremo perso un 5% di vendite in entrambi i comparti. I saldi estivi 2013 si aprono dunque con una disponibilita' di magazzino superiore alla norma e sconti 'anti-crisi' da subito, con ribassi fino al 50% sul prezzo di cartellino''.

Secondo un sondaggio Fismo-Confesercenti tra gli operatori commerciali, la data anticipata al 2 luglio non ha giovato ai saldi di Campania e Basilicata. Si registra un primo giorno fiacco in entrambi le regioni, soprattutto nella prima. Dove una certa incertezza sulla data di avvio dei saldi, durata fino a fine giugno, ha di fatto reso meno visibile l'evento.

L'avvio lento non dovrebbe comunque incidere troppo sulle vendite finali: il dato consuntivo, secondo le stime FISMO, dovrebbe infatti registrare una positiva inversione di tendenza.

''I saldi di fine stagione - prosegue Manzoni - sono un evento commerciale di grande importanza per il settore: tra quelli estivi ed invernali, valgono circa il 30% del fatturato delle imprese della distribuzione. Stando ai dati istat di contabilita' nazionale sulle vendite di abbigliamento in Italia, le due vendite di fine stagione, sommate, hanno un valore di circa 17 miliardi. Al grande peso economico dei saldi, pero', non corrisponde un'adeguata valorizzazione. Il significato stesso dei saldi - cioe' la vendita di capi di fine stagione, che permette ai commercianti di terminare lo stock in magazzino e ai clienti, proprio per questo motivo, di usufruire di sconti reali - rischia di svanire, travolto da promozioni straordinarie continue, spesso effettuate anche sottobanco nei periodi di divieto. Saldi sempre, pero', vuol dire niente saldi: ed e' quello che rischia di accadere. Con grave danno dei consumatori, che non avranno piu' la possibilita' di usufruire di sconti reali sui capi di fine stagione, e delle imprese del settore, che si trovano in un momento di grande crisi''.

red/glr

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