sabato 21 gennaio | 23:51
pubblicato il 27/gen/2014 12:00

Saccomanni ribadisce: economia in ripresa, contiunua a crescere

Dato non contraddetto da rapporto Bankitalia su bilanci famiglie

Saccomanni ribadisce: economia in ripresa, contiunua a crescere

Bruxelles, 27 gen. (askanews) - Secondo il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni non c'è contraddizione fra il quadro drammatico che emerge dal rapporto pubblicato oggi da Bankitalia sui bilanci delle famiglie, - con i redditi calati in media del 7,3% tra il 2010 e il 2012 - e i discorsi moderatamente ottimistici sulla fase attuale di uscita graduale dalla crisi. "Sono analisi non in contraddizione: uscita dalla crisi - ha spiegato il ministro ai giornalisti al termine dell'Eurogruppo, stasera a Bruxelles - vuol dire che c'è una ripresa dell'economia, che si esce dalla recessione; tutte le analisi di Bankitalia si riferiscono all'impatto che lunghi periodi di recessione hanno avuto sulle imprese, sulle famiglie, sulla capacità di spesa degli italiani. Non c'è nessuna contraddizione, sono due fenomeni - ha insistito Saccomanni - che riguardano da una parte l'immediato e dall'altra il futuro, le conseguenze di quel che abbiamo passato. Vuol dire che c'è ancora molto da fare, ma che l'economia si è stabilizzata nel terzo trimestre del 2013, ha iniziato a crescere nel quarto e continuerà a crescere nel 2014". Rispondendo poi a una domanda sulla crisi sempre più grave dell'economia reale, il ministro ha aggiunto: "Sono consapevole della situazione delle fabbriche, dell'occupazione: basta vedere quel che abbiamo cercato di fare con la Legge di Stabilità, con i provvedimenti mirati a ridurre gli oneri fiscali per lavoratori e le imprese e per ridurre i contributi sociali. Avete idea - ha chiesto Saccomanni ai cronisti - di quanti decreti firmo io insieme al ministro del Lavoro Giovannini per la cassa integrazione in deroga? Sono pacchi ogni giorno". Infine, alla domanda di un giornalista su un preteso rapporto della Commissione europea secondo cui "nei prossimi anni non staremo meglio" (in realtà l'ultimo "Rapporto trimestrale sull'Eurozona" di Bruxelles dice solo che, senza nuove riforme strutturali che ne aumentino la competitività, l'Ue crescerà meno degli Stati Uniti), il ministro ha risposto: "Sono asserzioni tipiche di chi non capisce l'inversione del ciclo".

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