martedì 21 febbraio | 13:33
pubblicato il 23/feb/2013 13:12

Roma/Sanita': Fnsi insorge contro licenziamento giornalista Schiavazzi

(ASCA) - Roma, 23 feb - ''Dopo avere cercato di licenziare quattrocento lavoratori dei suoi ospedali, la Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione (che gestisce il gruppo Idi), da tempo al centro di inchieste canoniche e giudiziarie, ha epurato un noto giornalista, come ultimo atto di ritorsione prima di venire commissariata dalle autorita' ecclesiastiche''. Lo affermano la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l'Associazione Stampa Romana commentando il licenziamento di Piero Schiavazzi, il direttore dell'Ufficio Eventi del gruppo Idi-Elea, che ''in questi mesi ha dato voce alla coscienza etica con rigore da tutti riconosciuto''. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l'Associazione Stampa Romana non possono tacere davanti al gesto gravissimo dell'ente religioso, proprietario dell'IDI e di Elea, nei confronti del collega Piero Schiavazzi - si legge - che in questi mesi ha dato voce alla coscienza etica con rigore da tutti riconosciuto''. ''Un rigore - prosefue la Fnsi - testimoniato nei fatti: rifiutando un compenso elevato, rendendolo pubblico e invitando gli ''stipendi d'oro'' del Gruppo fare altrettanto, in nome della solidarieta' tra lavoratori. Come ultimo atto della sua gestione, prima dell'arrivo del Commissario Pontificio, la Congregazione ha spedito la lettera di licenziamento al vaticanista, che attraverso gli eventi da lui diretti ha fatto di Elea un foro di fama internazionale, con la partecipazione ai piu' alti livelli di personalita' della Chiesa e delle Istituzioni''.

''Nonostante i successi professionali, a Schiavazzi non vengono perdonati la sua intransigenza verso gli amministratori di Elea, vecchi e nuovi, coinvolti in vicende giudiziarie, il suo diniego alla richiesta di inserirli come relatori in convegni sull'etica finanziaria e ai tentativi di associare eventi culturali e attivita' immobiliari. Ma soprattutto - sottolinea ancora il sindacato dei giornalisi italiani - ha pesato la sua opposizione ai progetti di massicci licenziamenti coltivati dalla Congregazione, in contrasto con la Dottrina Sociale della Chiesa. Per questo la Congregazione e i suoi consulenti, pochi giorni prima dell'arrivo del Commissario Pontificio, hanno voluto liberarsi di una presenza autorevole ma scomoda''. La Federazione Nazionale della Stampa e l'Associazione Stampa Romana, ''dopo avere cercato invano il confronto con la proprieta', denunciano il disprezzo dei principi sindacali ed esprimono solidarieta' a tutti i lavoratori del Gruppo.

Non permetteremo che la rettitudine di un collega diventi motivo di esclusione, nei confronti suoi e del sindacato dei giornalisti, e ci rivolgiamo fiduciosi quale unico interlocutore al Delegato Pontificio, cui e' stato affidato il governo della Congregazione e delle sue strutture''.

com-rba

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