martedì 17 gennaio | 06:14
pubblicato il 29/ott/2013 12:00

Risparmio: Acri, si inverte trend in aumento chi mette soldi da parte

Risparmio: Acri, si inverte trend in aumento chi mette soldi da parte

(ASCA) - Roma, 29 ott - Si inverte il trend: piu' italiani mettono i soldi da parte, anche se aumentano solo dell' 1% dal 28% al 29% nel 2013 i risparmiatori che ci riescono. E' quanto emerge dal Rapporto realizzato dall'Acri in collaborazione con l'Ipsos dal titolo 'gli Italiani e il Risparmio' diffuso oggi. In sintesi, la percezione degli Italiani riguardo alla propria capacita' futura di risparmiare e' piu' negativa della loro effettiva odierna capacita' di risparmio. Da un lato cresce la percentuale di Italiani che sono riusciti a risparmiare (passati dal 28% al 29%) e scendono le famiglie in saldo negativo, dal 31% al 30%, dall'altro peggiora la fiducia nella propria capacita' di risparmio per il futuro. Combinando capacita' attuale di risparmio e prospettive future si ottengono le sei famiglie su descritte, da cui emerge che le famiglie che si sentono in crisi di risparmio sono in lieve aumento: il 43% contro il 42% del 2012 e il 37% del 2011. Il 45% degli Italiani non vive tranquillo se non mette da parte dei risparmi. E' un dato in lieve contrazione rispetto al 47% del 2012, ma comunque superiore al numero di coloro che risparmiano solo se questo non comporta troppe rinunce, che sono il 43%. Preferisce invece godersi la vita senza pensare a risparmiare meno di 1 italiano su 10 (9%); un residuale 3% non prende posizione al riguardo. Scendono le famiglie in saldo negativo, dal 31% al 30%, mentre nel nord-est si riducono di 6 punti percentuali coloro che non vivono tranquilli senza risparmio, mentre crescono di 6 punti percentuali coloro che fanno risparmi senza troppe rinunce. Aumentano di 4 punti percentuali coloro che sono riusciti effettivamente a risparmiare (dal 32% al 36%) e nel contempo calano di ben 8 punti percentuali le famiglie in saldo di risparmio negativo, dal 28% al 20%. Poiche' questo dato si lega a un elevato e crescente pessimismo nel Nord Est, se ne puo' dedurre che in questa zona la ridefinizione dei panieri di spesa e l'eliminazione dei consumi superflui sia stata particolarmente incisiva e abbia migliorato la situazione delle famiglie per quanto riguarda i flussi di risparmio. E' lievemente scesa la percentuale di Italiani che nel corso negli ultimi 3-4 anni ha visto diminuire le proprie riserve di denaro, passando dal 64% del 2012 al 63%, circa 2 italiani su 3; mentre il 7% dichiara di avere incrementato lo stock di risparmio cumulato nello stesso periodo (erano il 9% nel 2012). Combinando l'andamento del risparmio delle famiglie italiane nell'ultimo anno (2013) e le previsioni per quello futuro (2014), si delineano sei gruppi di tendenza rispetto al risparmio. Le famiglie con trend di risparmio positivo sono il 14% (-2%); quelle con risparmio in risalita sono il 5% (in crescita rispetto al 4% del 2012 e del 2011). Famiglie che galleggiano - hanno speso tutto senza fare ricorso a risparmi/debiti e pensano che lo stesso avverra' nel prossimo anno, oppure hanno fatto ricorso a risparmi/debiti, ma pensano di risparmiare di piu' nei prossimi dodici mesi: sono il 19% (-3 punti percentuali rispetto al 2012, stesso dato del 2011). mentre le famiglie col risparmio in discesa - sono riuscite a risparmiare, ma temono di risparmiare meno nei prossimi dodici mesi: sono il 13% (in crescita di 3 punti percentuali). Infine le famiglie in crisi moderata di risparmio - hanno consumato tutto il reddito e nei prossimi dodici mesi temono di risparmiare meno: sono il 18% (in aumento di 2 punti percentuali). Famiglie in crisi grave di risparmio - hanno fatto ricorso ai risparmi accumulati e a debiti (famiglie in 'saldo negativo') e pensano che la situazione del prossimo anno sara' identica o si aggravera': sono il 25%, 1 italiano su 4 (-1 rispetto al 2012, piu' 2 punti percentuali rispetto al 2011). ram

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