giovedì 23 febbraio | 12:47
pubblicato il 06/feb/2014 13:21

Riforme: Squinzi, ddl Delrio disorienta mondo imprese (1 Upd)

(ASCA) - Firenze, 6 feb 2014 - ''Il disegno di legge Delrio e' un esempio di come un provvedimento importante, concepito come riforma di semplificazione degli apparati, stia assumendo forme che lo pongono nel solco di una tradizione legislativa che non condividiamo. Il testo, attualmente all'esame del Senato, lascia disorientato il mondo dell'impresa, preoccupato per gli effetti che potra' avere sulle proprie attivita'''. Lo ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, chiudendo i lavori del convegno sulle citta' metropolitane organizzato in Palazzo Vecchio a Firenze. Secondo Squinzi, ''cio' che e' piu' grave e' che il ddl, oltre a moltiplicare il numero di enti locali, non delinea un quadro chiaro sull'allocazione delle funzioni di area vasta, anche in termini di omogeneita' tra territori. Il rischio e' una sommatoria di discipline diversificate e un mosaico di modelli amministrativi: un'impresa, per una stessa autorizzazione, potrebbe essere costretta a rivolgersi a enti diversi, con esiti diversi, a seconda del territorio in cui opera''. Inoltre, per il leader di Confindustria, ''il ddl non affronta il problema, complesso ma ineludibile, dei costi connessi al trasferimento delle funzioni provinciali alle Regioni, legati soprattutto al personale e a un'ulteriore proliferazione di enti strumentali, agenzie e societa' regionali''.

Per Squinzi e' dunque ''necessaria una ulteriore riflessione e l'auspicio di Confindustria e' che la componente piu' responsabile del Governo e del Parlamento se ne faccia carico''.

A proposito delle citta' metropolitane, Squinzi ha rilevato che gli organi sono ''il sindaco metropolitano, il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana. Sommandoli a quelli delle Province, che resteranno, ci stiamo preparando a una nuova miriade di piccoli e medi amministratori, consiglieri, incarichi vari,  con l'esito ulteriore che i comuni di una citta' metropolitana potranno decidere di sciogliersi da essa e continuare a 'vivere' nell'attuale provincia. Di fatto, invece di eliminare un livello di governo, ne avremo aggiunto un altro!Questo inspiegabile, nuovo processo di complicazione della nostra vita pubblica dovrebbe indurre il legislatore a porsi qualche dubbio sul risultato ultimo di una buona intuizione e sulle ragioni di come il processo di conversione finisca con il vanificare una ottima intenzione''.

afe/mau

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