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pubblicato il 09/mag/2014 19:41

Ricerca: Giannini, basta con soluzioni tattiche. Passare a strategie

Ricerca: Giannini, basta con soluzioni tattiche. Passare a strategie

(ASCA) - Roma, 9 mag 2014 - In Italia, nel settore della ricerca, ''si e' deciso di non investire o si e' smesso di decidere?''. La domanda, con relativa risposta, e' stata formulata dal ministro dell'istruzione, universita' e ricerca, Stefania Giannini, a conclusione del convegno ''Lo spazio vitale per l'Italia'', organizzato dalla rivista aerospaziale Airpress a Roma. Allargando il dibattito a tutto il settore della ricerca, il ministro ha detto che ''a volte la politica fa queste scelte di convenienza, smettendo di decidere''. ''Un fatto avvenuto, nel settore spaziale, in anni lontani, e poi accompagnato dal processo di sostituzione delle strategie con le soluzioni tattiche'', ha aggiunto. Se si vuole sostituire di nuovo la tattica con la strategia bisogna pero' ''a livello interno procedere ad una programmazione 'possibile''', definendo a livello interministeriale ''cosa fare non nell'anno corrente ma per i prossimi 5 anni''.

Ancora, per Giannini e' necessario ''procedere a semplicazione e razionalizzazione'', che nell'allegato specifico alla riforma della P.A. si legge come ''razionalizzazione ed aggregazione''. La visione del ministro e' pero' che ''nella ricerca bisogna stare attenti a non confondere razionalizzazione con la necessita' di risparmiare sui costi''. ''Di 24 enti di ricerca - ha aggiunto il ministro Giannini - bisogna farne uno unico, un'agenzia con la A maiuscola, o e' meglio puntare sulla maggiore funzionalizzazione degli enti esistenti su progetti strategici?''. Infine c'e' la questione ''degli uomini e donne che fanno la ricerca, anche di altri paesi, che dovremmo noi attrarre'', puntando ad offrire ''condizioni di lavoro e di ricerca competitive che diano l'opportunita' di avere risultati, poi spendibili''. Un obiettivo ''di legislatura'', che si puo' raggiungere ''semplificando le regole, attivando processi di valutazione diversi, non ex ante ma ex post''. ''Si tratterebbe di un cambiamento epocale ma il Miur ne parlera''', ha concluso il ministro.

gbt

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