martedì 24 gennaio | 10:17
pubblicato il 14/feb/2014 16:17

Rete Imprese: dal Piemonte oltre 5mila per manifestazione 18 a Roma

(ASCA) - Torino, 14 feb 2014 - Sono oltre 5.000 a oggi gli artigiani e i commercianti piemontesi che parteciperanno - con i colleghi provenienti da tutta Italia - alla manifestazione nazionale promossa per il prossimo 18 febbraio a Roma in piazza del Popolo da Rete Imprese Italia (l'associazione che raggruppa Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti). Con lo slogan ''Riprendiamoci il futuro - Con le imprese cresce l'Italia'', le cinque associazioni si mobilitano per esprimere il loro profondo disagio per le condizioni sempre piu' difficili in cui le imprese sono costrette a operare e, soprattutto, per chiedere una decisa svolta nella politica economica del governo. Si tratta di una situazione di crisi che riguarda tutte le piccole e medie imprese italiane del commercio, del turismo, dell'artigianato, dei servizi e del terziario in genere, ma che colpisce in modo particolare quelle del Piemonte che ne conta oltre 400mila, pari a quasi il 90% del totale delle imprese piemontesi. L'artigianato piemontese segna una perdita di 3.259 imprese, un saldo negativo di -2,45 % (-1,94% quello dell'Italia), rispetto al -1,67 % del 2012 (-1,39% Italia).

Analoga situazione per il commercio. Nel periodo gennaio/dicembre 2013 nel commercio al dettaglio (commercio fisso piu' ambulantato) si sono registrate 4130 chiusure contro 2397 aperture. Negativi anche i saldi dei ristoranti e dei distributori di carburanti. ''I tanti perche' della manifestazione del 18 - afferma Rete Imprese Italia del Piemonte - stanno tutti in questi numeri, che non hanno fatto che peggiorare dal 2008, anno di inizio della crisi. E' necessario un deciso cambio di rotta nelle politiche pubbliche, locali e nazionali, seguite negli ultimi anni. Bisogna aggredire con decisione la spesa pubblica improduttiva e i costi della politica, ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie, disboscare la selva di adempimenti burocratici che gravano sulle imprese.

Chiediamo che siano ridotti i vincoli e i costi sul lavoro per assumere piu' giovani, che le banche tornino a investire sull'economia reale, che i pagamenti dei debiti da parte dello Stato siano certi e rapidi''. com/eg/mau

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