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pubblicato il 06/mar/2015 18:58

Rcs parla con Mondadori ma decisione su Libri a futuro board

Intanto si apre la partita per il rinnovo del consiglio ad aprile

Milano, 6 mar. (askanews) - Al secondo round dopo la riunione di lunedì 2 marzo scorso, il cda di Rcs MediaGroup ha deciso oggi di non respingere la manifestazione d'interesse avanzata da Mediaset su Rcs Libri. Affidando però di fatto la parola per la decisione finale circa la vendita o meno della controllata al prossimo board che sarà eletto dall'assemblea del 23 aprile. I consiglieri di Rcs, non unanimi sulla questione (a quanto si è appreso hanno votato contro Piergaetano Marchetti e Attilio Guarneri, mentre era ancora assente il vice presidente Roland Berger), hanno deciso "a maggioranza" di proporre al gruppo Mondadori la concessione di "un periodo di esclusiva sino al 29 maggio 2015, al fine di approfondire termini e condizioni dell'eventuale operazione", riservandosi "ogni conseguente valutazione nel merito". Una soluzione che lascia aperti gli scenari e che la Borsa ha deciso di premiare: Mondadori ha segnato +7,38% a 1,04 euro, Rcs +2,71% a 1,212 euro.

Da qui al 23 aprile, è intanto in corso la partita per il rinnovo del board Rcs e del suo vertice. Le liste per la nomina dei consiglieri devono essere depositate entro fine marzo. Dopo lo scioglimento nell'ottobre 2003 del patto di sindacato che legava oltre il 60% del capitale della holding editoriale, la primavera 2015 vede i grandi soci della holding editoriale liberi di correre in ordine sparso per il rinnovo del board, con la possibilità di presentare liste in proprio o sulla base di nuove alleanze. La nuova governance introdotta nello statuto prevede che i due terzi dei posti in consiglio vadano alla lista di maggioranza e un terzo alla lista o alle liste di minoranza.

Sarà che la decisione odierna di rimbalzare la questione Libri al nuovo cda ha contribuito a rasserenare il clima, fonti vicine al cda parlano di "segnali di distensione" e di una riunione che è stata più rapida del previsto. Le ultime voci raccolte da un'altra fonte, vicina alla situazione, parlano di un possibile listone trainato da Fiat (16,7%), con Pirelli (4,4%) e le banche, ovvero Mediobanca (9,9%) e Intesa Sanpaolo (4,1%). A fronteggiarlo si profilerebbe una lista di minoranza dei soci "dissidenti" promossa da Della Valle (7,3%), Urbano Cairo (3,6%) e famiglia Rotelli (3,3%). Finora, tuttavia, nessuno è uscito allo scoperto su numero e composizione delle liste. Unipol, per voce dell'Ad Carlo cimbri, ha di recente dichiarato che si riserva di decidere se prendere parte attiva alla nomina del cda sulla base delle proposte che verranno fatte e dei programmi per la società.

Alla partita del cda si intreccia poi il nodo della direzione del Corriere della Sera, dove tutto sarebbe ancora in alto mare. In aprile, come previsto, Ferruccio de Bortoli lascerà il proprio incarico e secondo le indiscrezioni circolate avrebbe indicato l'attuale condirettore, Luciano Fontana, per la successione. Osservatori vicini alla situazione ritengono però che Fontana avrebbe un ruolo "ad interim" di traghettatore, nell'attesa di individuare un nuovo direttore con una linea editoriale forte, capace di far ridecollare il quotidiano.

Tornando al tema delle cessioni - strettamente connesso a quello dell'indebitamento - nelle scorse settimane sono filtrate stime sulla valutazione di Rcs Libri (a cui fanno capo tra gli altri i marchi Rizzoli, Bompiani, Sonzogno, Adelphi, Marsilio e Fabbri) comprese in un range tra i 120 e i 150 milioni di euro. Rcs Libri era iscritta nel bilancio 2013 per 180 milioni, ma nel bilancio 2014, che sarà esaminato dal cda settimana prossima (l'11 marzo), verrà adeguato alla realtà del nuovo perimetro dei Libri dopo le cessioni effettuate nel frattempo e dovrebbe attestarsi sulla parte alta della suddetta forchetta di valorizzazione(150 mln).

Oggi il board Rcs ha deciso infine di avviare una negoziazione in via esclusiva per la possibile cessione del 44,45% detenuto nel Gruppo Finelco, il gruppo editoriale italiano guidato da Alberto Hazan, cui fanno riferimento i network radiofonici nazionali Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio e il canale tv Virgin Radio Television. L'interlocutore è "un primario operatore finanziario" che una fonte vicina al dossier ha indicato nel fondo Clessidra.

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