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pubblicato il 07/mar/2014 17:11

Rappresentanza: Camusso propone 2 urne, dobbiamo rispettare gli iscritti

(ASCA) - Torino, 7 mar 2014 - Le decisioni della Cgil devono essere prese all'interno del perimetro degli iscritti.

Susanna Camusso, torna sul problema della rappresentanza che la oppone da tempo alla Fiom che chiede consultazioni allargate a tutti i lavoratori, in occasione del congresso provinciale di Torino che sancira' lelezione di Enrica Valfre', al posto di Donata Canta che ha retto la Camera del lavoro torinese per otto anni. ''Non c'e' nessuna obiezione ad allargare il voto - dice Camusso - ma se la Cgil decide la consultazione degli iscritti deve essere in grado di misurare quanto gli iscritti hanno detto''. L'ipotesi che Camusso ha rilanciato e' quella di due urne, cosi' come e' stato fatto il 28 giugno 2011 sull'accordo interconfederale sulla rappresentativtivita' ha ricordato, e alla fiom che chiede alla Cgil di 2fare un passo avanti'', Camusso replica ''La Fiom mi risponda alla domanda che ho fatto al comitato centrale, vanno bene le loro modalita' di consultazione se alla fine ci sono due urne e alla fine ci puo' essere la consultazione confederale che trova la sintesi. Mi risponda, perche' se mi si dice di si', noi abbiamo fatto tutti i passi avanti necessari. Ma non ci puo' non essere mai - ha detto ancora Camusso - un punto in cui questa organizzazione puo' decidere. Noi abbiamo deciso la consultazione degli iscritti perche' c'e' un problema anche di rispetto, non posso decidere che vale per la Cgil una consultazione dei lavoratori che non e' universale e che e' basata sui luoghi dove riusciremo a farli votare oppure no. E se vogliamo un punto che chiude la discussione sulla Cgil - ha detto Camusso - devo guardare agli iscritti. Ma poi in qualunque luogo, un'assemblea, una categoria, un territorio sono ben felice di far votare i lavoratori, non ho nessuna preoccupazione. Mi si dica come faccio alla fine a fare la sintesi della Cgil,: se ci sono le due urne - ha osservato la leader della Cgil - io sono la persona piu' felice della terra''. Camusso ha poi respinto le critiche Fiom sugli altri punti dell' accordo interconfederale sulla rappresentanza del 10 gennaio scorso e in particolare relativamente alle sanzioni e all'arbitrato. Sulle sanzioni (per i settori che non si adeguano alle intese, ndr) ha detto di condividere le preoccupazioni, ma ha anche sottolineato la necessita' di comprendere cio' che e' in atto e ha citato l'esperienza della Fiat ''quella si che e' incostituzionale - ha detto - perche' interviene sul diritto di sciopero che e' in capo ai lavoratori''. Invece bisogna partire dall'esperienza positiva dell'autoregolamentazione dei servizi pubblici e la sua trasformazione in legge successiva. ''E' un punto critico - ha ammesso - ma c'e' il tentativo di mettere i paletti. Oltre cui non puoi andare.

Quando si fanno gli accordi bisogna averein mente i punti deboli, e mettere dei vincoli puo' aiutare quei punti deboli a non venire trascinati''.

La leader Cgil ha detto di non comprendere le riserve sull'arbitrato: ''E' una commissione transitoria, che viene costituita se uno chiede che intervenga che ha come funzione di apllicare le regole gia' esigibili dell'accordo,non ha la funzione di vigilare sui contratti. Non c'e' un nominato della Cgil che dara' i voti per tutti , se si aprira' un problema in una categoria per noi andra' quella categoria, non la confederazione o se richiesto andranno insieme''. Ma anche la Cgil potrebbe essere interessata a conivolgere il comitato contro quei sindacati ''che si sono improvvismente materializzati con le deleghe a un euro''. ''E e se uno di quei sindacati volesse farsi certificare? Noi diciamo va bene o chiediamo alla Confindustria la coerenza con le cose che ha scritto? Non guardiamo il mondo come se fosse tutto interno alla Cgil, c'e' un mondo intorno a noi complicato. E decidere la rappresentanza e la rappresentativita' vuol dire far sparire dal mercato quei sindacati che hanno utilizzato il criterio che chiunque potesse firmare un contratto per fare il dumping sui lavoratori e sui diritti sindacali. Quel comitato sparisce - ha assicurato Camusso - non appena i contratti saranno fatti.

Non e' un arbirato dove ognuno decide per i fatti suoi, non e' l'arbitrato per equita' che ci propose un qualche ministro del lavoro fa, e' un arbitrato che ha come compito la pura applicazione di quell'accordo''.

eg/mau

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