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pubblicato il 01/mar/2016 16:43

Rapporto Clusit 2016: il Cybercrime cresciuto in un anno del 30%

I dati del documento preparato per Security Summit di Milano

Rapporto Clusit 2016: il Cybercrime cresciuto in un anno del 30%

Milano (askanews) - Cybercriminalità: siamo tutti sotto attacco continuo. E chi si ritiene lontano dai rischi, è solo perché non se n'è accorto. I crimini informatici nel nostro Paese e nel mondo hanno fatto registrare nel 2015 il numero di attacchi gravi più alto degli ultimi 5 anni: 1.012 solo quelli di dominio pubblico, contro gli 873 del 2014.

La cifra emerge del Rapporto 2016 di Clusit - l'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica - che viene presentato al Security Summit di Milano il 15 marzo.

Nel corso di un incontro che ha anticipato alcuni risultati del Rapporto, gli esperti hanno sottolineato che l'incremento del 30 per cento in un anno di eventi di cybercrime è un fenomeno inaccettabile, ma che purtroppo in molti, aziende e singoli consumantori, ancora sottovalutano.

Alessio Pennasilico del comitato direttivo di Clusit: "E' importante comprendere i meccanismi alla base di questi attacchi, proprio per capire che non c'è un attacco, specifico, diretto proprio contro di me. Ma che io invece faccio parte di tutta l'Internet che viene attaccata. Tutti veniamo attaccati costantemente e indipendentemente da chi siamo".

Nel 2015 è esplosa in maniera dirompente la diffusione dei ransomware e, in particolare, dei più insidiosi crypto-ransomware: i virus che che criptano i documenti presenti nei sistemi, chiedendo il pagamento di un vero e proprio riscatto per riottenerli in chiaro.

Notevole è stato anche l'incremento delle attività di "Espionage", pari al 39%; e l'impennata, ben del 154%, delle aggressioni alle infrastrutture critiche, pur rappresentando queste solo il 3% degli attacchi a livello globale.

Per difendersi, ricordano i professionisti della sicurezza informatica, serve prima di tutto consapevolezza, sia delle dinamiche usate dai criminali, sia dei rischi concreti a cui si espongono risorse e beni. "L'azienda sicuramente può fare degli investimenti, ma non esiste sicurezza che non passi attraverso le persone - prosegue Pennasilico - Quindi persone consapevoli, che sanno capire cosa sta succedendo, che conoscono quali sono, non dico le tecniche, ma i fenomeni che stanno investendo Internet sono le componenti chiave per poter identificare e fermare molte delle truffe più diffuse". Un ragionamento che va declinato anche a livello individuale. "L'antivirus serve e va aggiornato altrimenti non serve a nulla. E quello ferma una certa quantità di minacce - conclude - Poi è evidente che se io continuo a credere che la principessa della Nigeria mi sta regalando dei diamanti; o continuo a credere che ho vinto la lotteria di Microsoft; se clicco su qualunque allegato che mi arriva da qualsiasi sconosciuto... Non c'è antivirus che tenga e sicuramente mi succederà qualcosa".

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