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pubblicato il 12/feb/2014 13:21

Rai: Corte Conti, esercizio 2011 positivo ma costi non ridotti (1 upd)

(ASCA) - Roma, 12 feb 2014 - ''Sebbene l'esito della gestione del 2011 sia stato in generale positivo, si deve rappresentare che la societa' non ha ancora perfezionato un rigoroso piano di razionalizzazione e contenimento dei costi, tanto piu' necessario riguardo ai negativi risultati delle gestioni precedenti e del 2012. In sintesi e' mancata una manovra che potesse consentire di contrastare il sensibile calo dei ricavi, riducendo drasticamente e razionalmente i costi della gestione''. Lo afferma la Corte dei Conti in relazione alla gestione finanziaria della Rai negli esercizi 2011-12.

Le risultanze gestionali e patrimoniali della societa' RAI nel biennio 2011 - 2012 hanno evidenziato profili sostanzialmente diversi. Nel 2011 la capogruppo ha chiuso il bilancio con un utile di 39,3 milioni di euro, mentre nell'esercizio 2012 con una perdita di 245,7 milioni di euro.

In corrispondente andamento sono risultati i valori del conto economico consolidato, rispettivamente positivo nel 2011 per 4,1 milioni di euro e negativo per 244,6 milioni di euro nel 2012. Il patrimonio netto di Rai SpA, aumentato nel 2011 a 427,5 milioni di euro (nel 2010 374,8 milioni), nel 2012 si e' ridotto a 294 milioni per effetto della diminuzione delle riserve per il ripianamento delle perdite registrate nel periodo. Rilevanti sono stati i debiti finanziari, pari a 282,5 milioni di euro nel 2011 e a 371,6 milioni di euro nell'anno seguente.

Nel biennio in rassegna, come negli esercizi precedenti, si e' registrato lo sbilancio negativo tra ricavi e costi della produzione, nella misura di 23,3 milioni di euro (2011) e di 215 milioni di euro (2012), segnale preoccupante per la situazione economico-patrimoniale e finanziaria della Societa' di proprieta' pubblica. Sul versante dei ricavi, l'introito derivante dal pagamento del canone radiotelevisivo ha rappresentato circa il 60,5% (il 68% nel 2012) del totale delle entrate aziendali, contro circa il 31,3% (26% nel 2012) della pubblicita' e circa l'8,2 % (il 6% nel 2012) degli altri ricavi.

L'entrata da canone e' rimasta notevolmente compromessa dalle crescenti dimensioni dell'evasione, stimata nel biennio nell'ordine del 27% circa, superiore per quasi 19 punti percentuali rispetto alla media europea. Anche il ricavo derivante dalla pubblicita', ha evidenziato sostanziale flessione rispetto agli esercizi pregressi e si e' attestato in 965 milioni di euro nel 2011 e in 745,3 milioni euro nell'esercizio successivo. Gli altri ricavi, ossia quelli tipicamente commerciali, hanno presentano nel 2011 una timida ripresa rispetto all'esercizio precedente, ma sono, poi, calati nel 2012.

Per quanto riguarda i costi operativi - pur scontando l'assenza, come in ogni esercizio dispari, di quelli afferenti ai grandi eventi sportivi - nel 2011 si e' registrata una diminuzione del 5,9%; nell'anno successivo, peraltro detti oneri si sono incrementati di 18,1 milioni di euro.

Il costo del personale, cresciuto nel 2011 del 2,7%, si e' ulteriormente incrementato nel 2012 anche in ragione di un accantonamento di 62 milioni di euro stanziati per il piano di esodo agevolato.

Con riferimento ai costi della produzione appare indispensabile una loro sostanziale riduzione, in particolare per quelli riconducibili al festival di Sanremo, alle fiction e alla programmazione finanziata con fondi diversi da quelli derivanti dal canone radiotelevisivo. Nella prospettiva della riduzione dei costi di produzione, si inscrive la liquidazione o l'incorporazione di talune societa' controllate (RAISat S.p.A., Rai Trade S.p.A., Rai Net S.p.A. e Rai Corporation).

La Corte, pur costatando la diminuzione delle societa', rappresenta la esigenza di una rigorosa verifica della loro attuale necessita', tenuto conto che l'apporto complessivo delle controllate appare assai modesto, in quanto, ad eccezione di Sipra (ora Rai Pubblicita'), la quasi totalita' del fatturato e' verso la RAI, senza alcuna significativa espansione all'esterno del perimetro delle proprie attivita'.

La Corte dei Conti pone, inoltre, la necessita' di promuovere efficaci interventi finalizzati a contrastare l'evasione dal pagamento del canone, non adottati o anche solo pianificati nel corso del biennio in rassegna, in particolare per il canone speciale, riscosso direttamente dalla societa'.

red/rf

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