martedì 17 gennaio | 16:54
pubblicato il 03/giu/2014 17:00

Rai: Bonanni, decisione Garante fa riflettere su utilita' sciopero

(ASCA) - Roma, 3 giu 2014 - ''La decisione del Garante e' l'occasione per riflettere sull'opportunita' di bloccare la Rai con uno sciopero. Non dobbiamo trasformare questa vertenza in un inutile braccio di ferro dal sapore politico con il Governo. In questo momento non lo capirebbero soprattutto i cittadini che pagano il canone, viste anche le aperture del Governo e dell'azienda''. Cosi' il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni commenta la decisione del Garante di dichiarare illegittimo lo sciopero della Rai previsto per l'11 giugno. ''La nostra categoria - aggiunge Bonanni - ha avviato una riflessione sul tema delle forme di protesta piu' efficaci in un quadro di responsabilita' da parte di tutti i soggetti. E' chiaro che la Cisl difendera' tutti i posti di lavoro alla Rai e l'esigenza di una programmazione di qualita' per stare sul mercato, salvaguardando l'informazione regionale, in un quadro di riduzione degli sprechi , delle inefficienze e delle troppe esternalizzazioni e consulenze milionarie, esclusi naturalmente i lavoratori ''atipici'' che fanno parte dell'organico della Rai. Ma bisogna dialogare e non trasformare la Rai in una occasione di 'revanche' politica''.

Per il leader della Cisl ''occorre una assunzione di responsabilita' anche del sindacato. Questa vertenza non deve assumere i connotati politici che indebolirebbero l'azione autonoma e libera del sindacato. La Cisl non fa politica. La Rai e' un bene comune che appartiene ai cittadini italiani che pagano il canone e non ai governi di turno. Per questo noi chiediamo che l'azienda apra subito un tavolo di confronto con i sindacati per una riorganizzazione trasparente del servizio pubblico che rilanci il ruolo culturale ed informativo della Rai, uscendo dalle fredde logiche pubblicitarie visto che sono i cittadini a pagare il canone''. Secondo Bonanni ''e' necessario anche che il Governo apra un confronto con tutti i soggetti, compreso il sindacato, sul rinnovo della concessione pubblica e su una nuova governance dell'azienda, con l'ingresso dei rappresentanti dei lavoratori per l'indirizzo e controllo delle scelte autonome del management. La politica deve uscire in maniera definitiva dalla gestione dell'azienda con l'obiettivo di una vera public company. Questa e' la battaglia della Cisl ''. red/glr

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