martedì 17 gennaio | 20:56
pubblicato il 10/apr/2014 15:24

Produzione industriale: Cisl, dati altalenanti. Serve politica mirata

(ASCA) - Roma, 10 apr 2014 - ''Nonostante gli auspici di una visibile ripresa, la produzione industriale, dopo il segnale positivo di gennaio, e' ancora diminuita su base mensile , anche se su base annua e trimestrale, seppur di poco, i dati sono positivi. A febbraio 2014 sono in lieve aumento solo i beni di consumo (+0,2%), mentre diminuiscono i beni strumentali (-1,8%) e i beni intermedi (-1,0%). E' il segno di una ripresa ancora piccola e a geometria variabile nei vari settori, che rispecchia puntualmente sia il calo del potere d'acquisto delle famiglie, sceso dell'1,1% nel 2013, sia la relativa tenuta delle esportazioni, nonostante un euro ai massimi livelli di cambio''. Lo sostiene in una nota il Segretario confederale Cisl Luigi Sbarra commentando i dati Istat di oggi. ''E' anche il segno di una ripresa senza investimenti, in cui la domanda di energia e' scesa del 9% su base annua - sottolinea Sbarra - In Germania la produzione industriale e' invece aumentata a febbraio dello 0,4% su base mensile e del 4,8% annuo. La lezione che dobbiamo trarre da questo andamento incerto della ripresa e' il sostegno, oltre dei consumi, anche dei processi d'investimento, a partire dalle infrastrutture, dal territorio e dalle innovazioni di processo e di prodotto. L'orizzonte d'azione, oltre una linea di galleggiamento in cui continua la crisi occupazionale, deve comprendere l'avvio di una decisa politica industriale, per rafforzare la produttivita' di imprese e sistemi territoriali e valorizzare le eccellenze di cui ancora dispone il sistema Italia''. ''Si deve tornare a guardare a chi produce valore, quindi ai lavoratori ed alle imprese e non solo ai vincoli contabili, pur importanti. I timidi segnali di una possibile ripresa - conclude Sbarra - vanno quindi consolidati con l'avvio di un confronto sulla politica industriale, da tempo richiesto dalle parti sociali, per indirizzare gli investimenti nei settori e territori che mostrano vitalita' e potenzialita' di crescita''. red/glr

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