martedì 24 gennaio | 12:17
pubblicato il 01/ott/2016 16:07

Produttori pera igp: vogliamo strumenti per nuovi mercati esteri

Richiesta alle istituzioni da Festival Internazionale di Ferrara

Produttori pera igp: vogliamo strumenti per nuovi mercati esteri

Ferrara (askanews) - "In Italia produciamo 700 mila tonnellate di pere, siamo il primo produttore europeo e mondiale. Siamo interessatissimi a sviluppare il flusso delle nostre pere che si producono per lo più in Emilia-Romagna tra le tre province di Ferrara, Bologna e Modena. Le vogliamo esportare sempre di più verso nuovi mercati esteri perché lì ci stanno possibilità di sviluppo importantissime". Al Festival Internazionale di Ferrara il presidente di Centro Servizi Ortofrutticoli, Paolo Bruni, ha fatto il punto sull'andamento del mercato agroalimentare, e in particolare della produzione e della vendita della pera che ha ripreso a crescere negli ultimi due anni.

"Abbiamo ritenuto che la pera regina abate ci stesse benissimo tra i sostenitori di questa grande iniziativa culturale i cui temi sono spesso combacianti con quelli del disciplinare di produzione della pera igp dell'Emilia-Romagna - ha spiegato Bruni - che significa rispetto dell'ambiente, sostenibilità, rispetto delle norme dei diritti umani per le lavorazioni, l'impatto occupazionale che la pera determina".

Diversi i settori coinvolti nella produzione e commercializzazione della pera igp. Recentemente un team di ricercatori e cuochi di dell'Istituto Vergani Navarra di Ferrara, ha ideato nuove ricette e nuove modalità di utilizzo della frutta, in particolare in enologia. "Questo vino, che è stato pubblicizzato - ha ricordato il dirigente scolastico Roberta Monti - ha fatto sì che la nostra scuola sia la prima in Emilia-Romagna che ha messo il sesto anno di enologia, frequentato dai ragazzi che hanno già ottenuto il diploma e riescono immediatamente a inserirsi nel mondo del lavoro perché è molto richiesto in questi anni. Abbiamo incrementato le iscrizioni perché vengono da tutta l'Emilia-Romagna". Complessivamente "nel mio istituto ci sono quasi duemila studenti, un istituto che comprende l'agrario, l'alberghiero, ha cinque sedi, due aziende agrarie, due cantine e tantissime cose".

La pera made in Italy è conosciuta in tutto il mondo, in particolare in Nord Africa e nei paesi del Far East. Serve, però, una strategia per superare i confini dei paesi emergenti. "Alle istituzioni chiediamo soprattutto che ci diano una mano e ci diano gli strumenti per affrontare i mercati in sviluppo, come la Cina - ha aggiunto Alberto Garbuglia, consigliere delegato di Origine group -. Oggi la Cina può importare dall'Italia solo il kiwi. Se riuscissimo ad avere l'accordo bilaterale per le pere potremmo pensare a un futuro di crescita importante. Il kiwi è passato da zero a mille container all'anno in quattro anni. Mille container sono piccola cosa rispetto la produzione complessiva ma a volte togliere il 10% in più di eccesso di produzione dal mercato nazionale permette un equilibrio tra domanda e offerta e di ottenere un prezzo adeguato per remunerare il produttore".

Gli articoli più letti
Pensioni
Pensioni, Boeri: manovra fa aumentare debito
Cambi
Protezionismo Trump riporta il dollaro ai minimi da dicembre
Bce
Draghi: collaborazione Stati invece di "richiami a cupi passati"
Generali
Battaglia su Generali infiamma titolo, vola Mediobanca
Altre sezioni
Salute e Benessere
Al via Peter Baby Bio, progetto toscano per omogeneizzati Km zero
Motori
John Lennon, all'asta la sua Mercedes-Benz 230SL Roadster
Enogastronomia
Del Pesce sarà main sponsor di Aquafarm 2017
Turismo
Alla scoperta di Piacenza con Sorgentedelvino Live
Energia e Ambiente
Pericolo estinzione per il 60% di tutte le specie di primati
Moda
Moda Parigi, l'eleganza rilassata dell'uomo Louis Vuitton
Scienza e Innovazione
Spazio, Pasquali: strategia Ue premessa solido sviluppo attività
TechnoFun
Cyber attacchi, dal 2001 in Italia hackerati 12mila siti web
Sistema Trasporti
Confermato avvio lavori di interconnessione tra Brebemi e A4