venerdì 09 dicembre | 21:02
pubblicato il 23/gen/2013 18:06

Produttivita': Cgil, decreto inadeguato e sbagliato

(ASCA) - Roma, 23 gen - Il provvedimento sulla produttivita' e' ''inadeguato e sbagliato, nella forma e nella sostanza'' e per questo il giudizio della Cgil e' ''negativo''. In una nota la segretaria nazionale del sindacato di corso d'Italia analizza e commenta il dpcm sulla detassazione del salario di produttivita', motivando cosi' la bocciatura: ''Nella forma riprende e addirittura peggiora i contenuti dell'accordo separato sulla produttivita', nella sostanza perche' e' sprovvisto di criteri che possano effettivamente incidere su una autentica crescita della produttivita'''.

Nel dettaglio nella nota si osserva che il decreto ''cancella, in via definitiva, qualsiasi riferimento a voci previste dai contratti nazionali di lavoro (turni, lavoro notturno, lavoro festivo e domenicale). Voci che costituiscono prestazioni che incidono, piu' di altre, sulla produttivita' e sulla competitivita' delle imprese con il risultato di ridurre cosi' le retribuzioni dei lavoratori interessati a queste prestazioni in quanto non piu' beneficiari della detassazione riconosciuta negli anni passati''.

In alternativa, spiega ancora la segreteria della Cgil, ''vengono introdotti criteri del tutto avulsi da questi contesti di orario, quali la fungibilita' delle mansioni (leggi demansionamento), l'impiego delle nuove tecnologie in rapporto alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori (leggi controllo a distanza) che possono al contrario deprimere la produttivita' perche' peggiorano le condizioni di lavoro e i diritti delle persone''. Il sindacato punta inoltre il dito contro ''l'altrettanto grave intervento sull'autonomia della contrattazione, e quindi sull'attuale previsione dei contratti nazionali, laddove il decreto prevede il criterio del non superamento delle due settimane di ferie consecutive e della programmazione non continuativa delle giornate residue per poter usufruire della detassazione.

L'unico aspetto ''salvaguardato dal decreto'' e' per la Cgil ''la conferma della detassazione sui premi di produttivita' che costituisce una prassi per larga parte della contrattazione svolta in questi ultimi ultimi anni''.

Infine, per quanto riguarda gli importi, ''se da una parte e' stata recepita la richiesta dell'innalzamento a 40 mila euro del reddito di riferimento su cui agisce la detassazione, dall'altra e' stato ridotto a 2.500 euro il tetto dei benefici per singolo lavoratore che negli anni passati era previsto fino a 6 mila e poi sceso a causa dei tagli intervenuti''. Per queste ragioni, quindi, conclude la nota Cgil, ''il nostro giudizio sul decreto e' negativo. Si tratta ora di verificare nel rapporto con le controparti se esistono le condizioni concrete entro le quali la contrattazione collettiva puo' esercitare comunque una funzione positiva per affrontare il rapporto tra salari e produttivita', in un quadro di corrette relazioni tra le parti''.

red/glr

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