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pubblicato il 10/lug/2013 15:18

Prod.industriale: Cisl, settore stremato. Piu' coraggio da Ue e governo

(ASCA) - Roma, 10 lug - ''Il dato della produzione industriale di maggio mostra un settore industriale fermo e stremato, dopo un biennio di recessione che e' costato una riduzione dei livelli produttivi di oltre dieci punti. Mostra inoltre come sia ampia ancora la distanza da un recupero dei sentieri di crescita, in un contesto in cui l'Unione Europea e' alle prese con una congiuntura negativa piu' grave del previsto, in cui non c'e' piu' una ''locomotiva'' trainante, sia la Germania, sia la stessa politica europea''. Questo il commento di Luigi Sbarra, segretario confederale della CISL, ai dati diffusi oggi dall'Istat sulla produzione industriale del mese di maggio, che mostrano un aumento dello 0,1% rispetto ad aprile ed una riduzione del 4,3% nella media dei primi cinque mesi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. ''Il dato di maggio'', ha proseguito Sbarra, ''e' soprattutto l'effetto di un lieve rimbalzo nella riduzione della domanda dei beni di consumo, mentre non si intravedono segni positivi dal lato degli investimenti. In questa situazione, in cui secondo il Fondo monetario internazionale, il Pil procapite atteso per l'Italia nel 2013 e' pari a 25mila euro, sotto i livelli del 2007 e la disoccupazione appare in aumento, e' a rischio la coesione sociale e la tenuta della nostra base produttiva, gia' indebolita negli ultimi anni''. ''Il tema della crescita - ha concluso Sbarra - non e' piu' rinviabile, ne' in sede di Unione Europea, unica area in recessione in un mondo che continua a crescere, ne' in Italia, dove i risultati sono sistematicamente peggiori rispetto agli paesi europei. La CISL chiede piu' coraggio all'Unione Europea ed anche al Governo nazionale, sul fronte delle politiche fiscali di sostegno alla domanda e delle politiche strutturali, necessarie al rilancio dei settori produttivi e delle aree territoriali che mostrano ancora vitalita' e potenzialita' di sviluppo''.

fgl/

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