venerdì 20 gennaio | 23:32
pubblicato il 23/ott/2015 16:57

Poste, con l'Ipo torna l'esercito dei piccoli risparmatori

Oltre 303mila adesioni dal pubblico di cui 26.200 dai dipendenti

Poste, con l'Ipo torna l'esercito dei piccoli risparmatori

Roma, 23 ott. (askanews) - Con la privatizzazione di Poste Italiane torna sul mercato anche l'esercito dei risparmiatori italiani. Puntano su un titolo che promette performance sicure, da cassettista come si diceva una volta, che ha attratto oltre 303.000 piccoli investitori di cui circa 26.200 sono dipendenti della società.

A loro è stata riservata il 30% dell'offerta globale, ovvero 135,9 milioni di azioni, in lotti minimi da 500 azioni che saranno venduti a 6,75 euro per azione. Le richieste dal pubblico sono state molto più alte, per quasi il triplo della disponibilità, fino ad arrivare a 387 milioni di azioni.

I piccoli risparmiatori beneficiare di una bonus share ogni 20 azioni possedute a condizione che mantengano i titoli per almeno un anno. Condizioni più di favore per i dipendenti del Gruppo per i quali il lotto minimo scende a 50 azioni e la bonus share arriva per ogni 10 azioni possedute per almeno 12 mesi.

I 303.000 risparmiatori che hanno aderito all'offerta delle Poste si confrontano con i 194.000 (di cui 30mila dipendenti) che acquistarono nel 1995 la prima tranche Eni (circa il 15% del capitale). Negli anni gli azionisti retail del Cane a Sei Zampe sono arrivati a circa 1,7 milioni.

Sono invece circa 1,1 milioni allo stato attuale i piccoli risparmiatori in Enel dove però è sul mercato il 74,5% del capitale. In sede di collocamento della prima tranche, nel 1999, la società polverizzò ogni record di richieste con oltre 3,8 milioni di piccoli azionisti che prenotarono i titoli, quasi doppiando il precedente record del collocamento Mps che attirò 2,2 milioni di risparmiatori. Erano state pari a 2,06 milioni le adesioni del pubblico alla "madre di tutte le privatizzazioni", quella di Telecom Italia nel 1997.

I tempi erano diversi, la disponibilità di titoli molto minore e l'euforia sui mercati ben diversa da quella di oggi, dopo oltre sette anni di crisi. Resta il fatto che il collocamento di Poste Italiane con i suoi circa 3,4 miliardi di valore, per poco più del 38% del capitale, rappresenta finora la più grande operazione compiuta quest'anno in Europa.

Prossimo appuntamento per i piccoli azionisti di Poste fissato per martedì prossimo, 27 ottobre, quando il titolo debutterà a Piazza Affari.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Alitalia
Alitalia, Messina: da tutti c'è volontà di risolvere situazione
Poste
Poste, Caio: società privatizzata ma resta missione sociale
Ue
Antonio Fazio: disoccupazione e povertà grandi mali d'Europa
Mediaset
Mediaset, P.S. Berlusconi: Vivendi? Se ne esce per vie legali
Altre sezioni
Salute e Benessere
Asma e Bpco, 15% italiani soffre malattie respiratorie persistenti
Motori
John Lennon, all'asta la sua Mercedes-Benz 230SL Roadster
Enogastronomia
Formaggi, yogurt, mozzarelle: ora obbligatorio indicare l'origine dellatte
Turismo
Via in Uruguay i 40 giorni del carnevale, il più lungo del mondo
Energia e Ambiente
Pericolo estinzione per il 60% di tutte le specie di primati
Moda
Moda Parigi, l'eleganza rilassata dell'uomo Louis Vuitton
Scienza e Innovazione
Spazio: da Cassini primo piano per Dafni, piccola luna di Saturno
TechnoFun
Cyber attacchi, dal 2001 in Italia hackerati 12mila siti web
Sistema Trasporti
Confermato avvio lavori di interconnessione tra Brebemi e A4