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pubblicato il 21/gen/2014 14:35

Poste: Catricala', privatizzazione con maggioranza e controllo a Stato

Poste: Catricala', privatizzazione con maggioranza e controllo a Stato

(ASCA) - Roma, 21 gen 2014 - ''L'orientamento e' mantenere sia il controllo sia la maggioranza del capitale in mano allo Stato, con una quota riservata ai dipendenti. E' esclusa la vendita di un solo pezzo''. Lo ha affermato il vice ministro per lo Sviluppo Economico, Antonio Catricala', in audizione alla commissione Trasporti della Camera sull'ipotesi di cessione da parte dello Stato di una quota del capitale di Poste italiane SpA. ''La privatizzazione - ha aggiunto Catricala' - fornira' una provvista di risorse utili per ridurre la nostra posizione debitoria, alimentando il fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato, e sara' strumento di incentivo per una maggior efficienza e l'ampliamento dei servizi e dell'offerta di Poste Italiane''. Per il vice ministro ''prima dell'approvazione del primo schema di Dpcm da parte del Consiglio dei ministri non e' possibile anticipare se ci sara' una prima fase vendita diretta e poi una seconda in Borsa''. Nello specifico del processo, secondo Catricala' ''Poste adotta gia' i sistemi delle societa' quotate, la separazione contabile e' certificata a livello europeo, rimangono alcuni aspetti'' da definire che comunque verranno completati a prescindere dalla privatizzazione, dal contratto di programma, per ''dimostrare all'Europa che non ci sono aiuti di Stato'', alla convenzione con la Cassa Depositi e Prestiti, ''con scadenza 2013 e gia' in rinegoziazione i cui contenuti sono da trasferire in un contratto pluriennale''.

''In Europa molti operatori sono gia' stati privatizzati - ha proseguito il vice ministro per lo Sviluppo Economico - con 100% del capitale sul mercato e con una presenza di garanzia e controllo da parte dello Stato. Tranne che in Olanda dove lo Stato non detiene nessuna quota propria''.

Anche per i dipendenti, la presenza nel capitale c'e' negli operatori di ''Germania, Austria, Regno Unito, Belgio e Portogallo''. La road map prevede ''il combinato disposto'' delle due normative in essere in materia di privatizzazione in Italia, con la predisposizione di ''una bozza di Dpcm preparata dal Mef di concerto con il Mise'', poi ''l'approvazione dello schema di decreto da parte del Consiglio dei ministri'', lo schema ''trasmesso al Parlamento per i parere delle commissioni competenti''. A seguire ''la delibera del Dpcm torna al Cdm per l'approvazione e la successiva pubblicazione''. Il tutto in ''circa due mesi di tempo''. Intanto ''il Mef potra' attivare gli studi necessari per elaborare la equity story'' e una volta approvato il Dpcm l'operazione potra' essere presentata ''a Consob e Borsa Italiana''. La conclusione ''in 5/6 mesi''.

''Negli anni 90 - ha concluso Catricala' - per Eni ed Enel sono state diverse le opzioni, dalla quotazione in Borsa fino alla vendita diretta. La scelta va lasciata al Mef anche perche' presso il ministero siede il comitato per le privatizzazioni''. Comunque ''lo spettro delle opzioni e' ristretto e il governo deve prevedere modalita' trasparenti e non discriminatorie''.

gbt

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