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pubblicato il 06/ago/2014 15:59

Pil: Padoan, nessuna manovra dietro l'angolo, gli 80 euro sono permanenti

(ASCA) - Roma, 6 ago 2014 - Nessuna manovra correttiva dietro l'angolo. L'Italia sta facendo i suoi compiti. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, commentando i dati sul Pil del II trimestre al Tg2 e invitando le famiglie ad ''avere fiducia'' e a spendere il bonus di 80 euro che il governo ha assicurato ''rendera' permanente''. ''E' un dato negativo - ha detto Padoan - ma ci sono anche aspetti positivi. La produzione industriale sta andando molto meglio, i consumi continuano, sia pur lentamente a crescere. E' il frutto di una crisi internazionale ma soprattutto europea che non e' finita, ma anche il risultato del peso di impedimenti strutturali e di un debito elevato che l'Italia si porta appresso da tempo. Secondo il ministro ''se ne esce andando avanti con la strategia del governo: riforme strutturali, semplificazioni, aumento della comeptitivita'''. ''Dietro l'angolo non c'e' una manovra - assicura Padoan -. Il governo osserva molto attentamente gli andamenti della finanza pubblica e con un controllo attento delle spese la manovra non c'e'''. ''Noi in Europa andiamo con i compiti fatti, con le riforme introdotte e a attuate. Solo a queste condizioni potremo avere in Europa una voce piu' importante ed e' quello che stiamo ottenendo'', aggiunge Padoan. ''Per le famiglie e le imprese - ha detto Padoan - abbiamo abbattuto le tasse, lo abbiamo gia' fatto nel decreto di aprile e con la legge di Stabilita' renderemo permanente il bonus quindi alle famiglie dico: 'dovete avere fiducia e spendere al meglio le risorse aggiuntive che vi vengono trasmesse'''. Gli economisti: ''Numeri brutti. Nel 2014 rischio crescita sottozero. La stima preliminare del Pil del secondo trimestre fornita oggi dall'Istat lascia poco spazio all'ottimismo.La contrazione e' stata pari a -0,2% rispetto al trimestre, ben al di sotto del consensus di mercato posto intorno a +0,1%. ''Avevamo rivisto recentemente la stima a zero, ma la realta' e' stata ben peggiore. Difficile confidare in una crescita media positiva per Pil di quest'anno'' cosi' Luca Mezzomo, economista di Intesa San Paolo. Il Pil ha registrato la seconda flessione consecutiva dopo quella del primo trimestre (-0,1%), tecnicamente l'economia e e' in recessione. Il Belpaese colleziona anche il primato del ''triple dip'', il terzo tuffo nella crisi economica in appena 5 anni. Infatti dopo la recessione del 2008-09, c'era stata la breve ripresa del 2010, seguita da una recessione ininterrotta fino al terzo trimestre del 2013, poi nel trimestre successivo una ripresina in miniatura (+0,1%), ora di nuovo recessione. Preoccupa anche il livello della decrescita acquisita. Per il 2014, se i prossimi due trimestri dovessero registrare variazioni nulle, il Pil chiuderebbe comunque a -0,3%. I sondaggi congiunturali anticipatori condotti tra le imprese, nonche' il venir meno di alcuni fattori stagionali registrati nei primi sei mesi del 2014, quali un inverno caldo e l'effetto dei ponti festivi, sono pero' coerenti, fortunatamente, ''con il ritorno ad una crescita positiva nel secondo semestre. Ognimodo, dato le crescenti tensioni geopolitiche, il passo della ripresa sara', al massimo, moderato'', spiega Chiara Corsa, economista di Unicredit. La previsione del governo di una crescita del Pil 2014 pari a +0,8% verra' sicuramente rivista al ribasso, Bankitalia ad esempio ha gia' sforbiciato da +0,7% a +0,2%. Per arrivare a +0,2% bisognera' comunque galoppare. Segni positivi del Pil non assicurano automaticamente la crescita economica per l'intero 2014. Se nei prossimi 2 trimestri il Pil crescesse dello 0,3%, il bilancio del 2014 chiuderebbe a -0,1%. ''Per avere una crescita annua positiva dello 0,2%, servono numeri molto buoni:+0,7% nel prossimo trimestre e +0,4% in quello successivo. Al momento si tratta di ipotesi piuttosto improbabili, considerando anche il rallentamento ciclico dell'Eurozona'', spiega Alessio Fontani, economista di Carifirenze. ''Il Pil del 2014 sara' probabilmente nullo (se non negativo) e il rapporto deficit/pil potrebbe superare il 3%. Pero' se i tassi di interesse sul debito pubblico dovessero rimanere sugli attuali bassi livelli, probabile che la manovra per riportare il deficit sotto il 3% sia di piccola entita': tra 1,2 e 3,2 miliardi'', spiega Fabio Fois, economista di Barclays. ''Siamo gia' al 3% nel rapporto deficit/pil e le manovre correttive dei conti pubblici rischiano di essere controproducenti. Quest'anno il Pil e' destinato a rimanere stagnante. La debolezza della stagnazione/recessione e' determinata dalla debolezza della domanda interna. E per combattere la stagnazione, servono maggiori stimoli alla domanda che coinvolgano l'Europa'', sottolinea Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma. int/

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