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pubblicato il 06/ago/2014 18:25

Pil: Italia di nuovo in recessione e Piazza Affari brucia quasi 13 mld

(ASCA) - Roma, 6 ago 2014 - Un mercoledi' nero a Piazza Affari e per l'economia italiana che scivola di nuovo in recessione. Il Pil del secondo trimestre con una contrazione dello 0,2% e' stato peggiore anche delle stime piu' pessimistiche e prefigura un altro anno a crescita zero per il Belpaese.

Immediata la reazione degli investitori con pioggia di vendite a Piazza Affari allungando cosi' la striscia negativa da venerdi' scorso. A fine giornata il bilancio e' pesante.

L'indice Ftse Mib accusa un tonfo del 2,70% e il Ftse all share lascia sul terreno il 2,62%. In una sola seduta vanno cosi' in fumo quasi 13 miliardi di euro in termini di capitalizzazione (12,79 miliardi) con gli indici che mostrano una flessione del 12% rispetto ai massimi raggiunti a maggio.

Solo Atene si avvicina alla performance di Piazza Affari con una fleesione del 2,66%. Seduta negativa ma con ribassi meno ampi per Madrid con l'Ibex in calo dell'1,07%, Parigi e Francoforte nel fionale hanno limitato i danni perdendo intorno allo 0,70% cosi' come la City con il Ftse 100 che cede lo 0,69%.

Se l'economia italiana torna in recessione tecnica, anche nell'area euro le prospettive non sono esaltanti. Molti analisti prevedono un pil fermo nel secondo trimestre dell'Eurozona (il dato sara' diffuso la prossima settimana) e non sono solo le tensioni geopolitiche come Ucraina e Medio Oriente a far imballara il motore della crescita. Dalla Germania arrivano segnali preoccupanti. Gli ordini all'industria a giugno accusano un calo del 3,2% mentre le stime degli analisti prevedevano un aumento dell'1,9%. Una contrazione pesante, la seconda consecutiva, determinata soprattutto dalle commesse che arrivano dai paesi euro che hanno accusato un crollo del 10,4%, mentre invariati i flussi di ordini da paesi come Russia e Cina.

Il Pil italiano e il dato tedesco potrebbero spingere molti analisti a rivedere al ribasso le previsioni sul Pil dell'area euro gia' non esaltanti. Lo scenario dell'Europa torna a farsi cupo e gli investitori cercano lidi sicuri per collocare la liquidita'. Oggi cosi' si registra una corsa verso i titoli di Stato tedeschi con la conseguenza di un marcato ampliamento degli spread tra Berlino ed i paesi periferici. Lo spread tra Btp decennale e Bund si e' ampliato a 171 punti con un rendimento del titolo italiano al 2,81% rispetto al 2,65% degli ultimi giorni. Stessa dinamica per i Bonos spagnoli e per il decennale del Portogallo.

Movimenti determinati dagli acquisti di titoli tedeschi.

Il Bund decennale ha toccato il rendimento dell'1,10%, il livello piu' basso dal maggio del 2012. Per il trentennale tedesco invece il rendimento e' sceso addirittura sotto il 2%.

did/

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