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pubblicato il 14/nov/2013 12:54

Pil: economisti, svolta positiva nel 4* trim, ma ritmo troppo lento

(ASCA) - Roma, 14 nov - Pil tricolore ancora sottozero. La stima preliminare dell'Istat relativa al 3* trimestre con una contrazione congiunturale pari a -0,1% ed annuale pari a -1,9%. Numeri sostanzialmente in linea con il consensus degli economisti che segnalano una frenata della dinamica recessiva rispetto al trimestre precedente, quando la contrazione del Pil era stata pari a -0,3% su base congiunturale e -2,2% su base annuale. Un miglioramento che avvicina l'economia del paese ''a un punto di svolta'', scrivono Loredana Federico e Chiara Corsa, economiste di Unicredit, per un ''ritorno alla crescita positiva nell'ultimo trimestre dell'anno''.

Della stessa opinione Violante di Canossa, economista di Credit Suisse, ''nonostante la nona contrazione consecutiva del Pil, ci aspettiamo che l'Italia esca dalla recessione nel 4* trimestre''. A sostenere questa previsione ci sono soprattutto gli indicatori anticipatori del ciclo, come i sondaggi condotti tra i manager responsabili degli acquisti delle imprese con il relativo indice che, negli ultimi mesi, si e' riportato sopra il livello di 50 punti, la soglia che separa le fasi di espansione economica da quelle di contrazione.

''Il Pil del terzo trimestre conferma l'esaurimento della recessione'' spiega Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma, ''la ripresa avra' un ritmo lento, insufficiente per produrre miglioramenti che possano ripercuotersi sul mercato del lavoro''.

Per analizzare la dinamica delle singole componenti del Pil del terzo trimestre bisognera' attendere la pubblicazione dei dati disaggregati, la stima preliminare comprende infatti solo il dato aggregato.

''Le nostre aspettative sono per un contributo positivo delle esportazioni nette, mentre dovrebbe essere confermata la debolezza della domanda interna,. Anche gli investimenti potrebbero essersi contratti seppure a un ritmo inferiore'', spiegano Corsa e Federico.

''E la manifattura che traina grazie agli ordini esteri'', spiega De Nardis, ma la strada per recuperare quanto bruciato dalla crisi economica resta lunga, ''avremmo bisogno di una crescita del 2,5% per recuperare in tempi ragionevoli, nel 2018, i livelli di benessere pre-crisi ''.

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